Rassegna storica del Risorgimento
MENOTTI CIRO LETTERE; VANNUCCI ATTO
anno
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1974
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pagina
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354
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334
Al fumo Montili
Ilvo solo, ni di Valor* rapitalo farà stamparci < Quando urumo aduli), d* loco u conoeor quanto to imita la porrla. Cavi iravlao noie>Mlnirie II pan-laro ilo! morituro; Mar he non dirmela, in fonilo, COM nun vara, Infatti, aa 11 Meli olii atajaa vafamoiua affermalo d'aver amato aompre e la patrie , n**.uiw
ar*bb Malo pia veritiero di lui, din alla patria lava par aerri Arare U vii..: Il follo è, poro, eha In quei momenti l'animo non gitolo Uggeri, a do d*vvt pur avara la uu spiegazione. *> Lo storico, ad agni modo, ra tenuto a rispettare rigorosamente nella (ormo e nullo spirilo U documento, invece di sost fluirsi al tuo autore.
Ma la aotituaìoni, tosa ir ali a stilistiche, non nono por he ni sempre di poro conio, a dira di lutto condurrebbe troppo a lungo quarto diacono. Generalmente e*s nacquero da sottigliezze loglcba dal Vannucci, oppure dalla ana insofferenza di Toscano colto par agni trascuratezza o povertà presiiva;** perciò pevso 1 cambiamenti non ebbero alcuna necessità, quando non guastarono addirittura ciò che ara stato detto bene con parole più empiici a naturali. Che bisogno c'era (citiamo solo qualche cono) di cambiare un a ultimo amoroso comando > in cttfrr/no coniando? Oppure perché sostituire U semplice imperativo vincilo! , spontaneo e sufficiente, col ricercato studia di vincerlo! ? Ed ara proprio necessario che un tutta* vi ho presenti diventa*: e dal primo all'ultimo vi ho predenti ? Qui e*e, come ai vede, quasi aolamente un bisogno di lare, il correttore, a cui il maturo uomo di scuola non sapeva sottrarsi. Un esempio ancora, meno superficiale, Io molo col nome di tulli tul cuora a la mia Cecchina lo invade tutto : cosi ai legge nell'autografa, ed è pur tempre un pensiero chiaro e accettabile, benché appaia un po' aingoiare se tradotto In immagini concrete. L'incontentabile revisore, pero, volle un'espressione impeccabile per ogni verso, e nella stampa mise: Io muoio coi nome di tutti nel cuore a la mia Cecchina no invado lo miglior patto ; ma in tal modo l'Idea primitiva era decisamente trasformata. Un estraneo s'era permesso di disporre e proporzionare seconda il proprio gusto gli affetti nel cuore di Ciro.
Limitatrici e deformatrici del pensiero originale sono naturalmente anche la oppressioni, che oggi riscontriamo accanto alle sostituzioni a alle aggiunte. Na ricorderemo un esempio: forse il più notevole. Ecco un posso della lettera autentico, eliminato poi totalmente nell'edizione : Troveranno i mici figli e tu della pietà dopo la mia morte, più che non sperassi vivendo / Con queste parole il condannato esprimeva un sentimento tutt'nltro che irascurabUe: la sua profonda trepidazione, cioè, per l'avvenire delle persone più care che avrebbe lasciato nel mondo, mitigata tuttavia da una confortante speranza di solidarietà
1) Fallila la rivoluzione por la quale s'era prodigato, e giunta già la fine della sua Blusa vita, Ciro aveva un solo pensiero dominante: quello dei familiari, a cui sarebbe strappalo fra poco, crudelmente e per sempre. Non c'era più posto in lui per le Idee e per i ricordi dell'attività politica: e lo vediamo infatti, nella lettera, respingere subito uno di tali ricordi, presentalo d'improvviso alla sua menta ( Speravo mollo: Il Sovrano... Ma non sono più di questo mondo a). Vivo anche reatava in lui quel profondo sentimento di umanità che in tante circostann) gli aveva fatto amare il suo prossimo; ma ora esso non poteva che fargli esclamare dolorosamente: Quanti Infelici per mia colpa! ma mi perdonerete ...a.
2) Già 11 suo luogo di nascita aveva contribuito a dargli stabilmente l'abito e il gusto d'una lingua squisita e pura, poiché nel suo centro (Tobbìana) la lingua non poteva imbarbarire *. Gfr. E. APOSTOLO, op. cit., p. 135.