Rassegna storica del Risorgimento

MENOTTI CIRO LETTERE; VANNUCCI ATTO
anno <1974>   pagina <355>
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A parlo il caoo ora notalo, non h difficile vcdnre U criterio a cui fu Ispirata, almeno in prevelonaa, la rieUboraslone della proto raenoitiana, poveri a uh lime nello Honio tempo. Il ano illustro uditore ai preoccupo soprattutto di liberarla da ogni difetto di forma, vero o proaunto che fotte, A tuo avviso, l'aureola di glori* d'un Eroe non poteva concilianti con una acartcaea di mezzi eaprotaiv] o con una elocuaiono difettosa: quindi anche 11 Menotti, secondo lui, avrebbe dovuto scrivere con la colma composteaza d'un purista il tuo addio alla fami­glia e alla vile. Coti decite di abbellire > a dovere In lettera originale e, rifa­cendo tutto con intronai genti criteri personali* non eaito nemmeno a aoatltuJre con formo ricercate di sua invenzione quelle del documento, che, per quanto disadorne (non parliamo delle scorrette), avevano sempre il grande pregio della spontaneità e della verità.
Criteri dìscuiibilitaimi, a dir poco, e cosi pure i risultati. Coi noi artifici, infatti, il Vannueci non solo ai mite dalia parte dei torto in fatto di lingua e di stile, ma eadde in errore anche sotto un importante aspetto ideologico, poiché, non buon alunno ò*i Chirone, tradì sia pure una sola volta e il santo Vero >. Si trattava, nel caso suo, di quella severità documentaria, da cui la Storia trae largamente forza e autorevolezza. Oltre la verità storico egli trascurò penino la vero somiglianza, non riflettendo che lo lettera pubblicala nuU'In flessibile, così tornita e lustra, s'intonava pochissimo allo stato d'animo d'un uomo che e ìn attesa del supplizio imminente, e quindi assai lontano dal pensare a finezze letterarie per le espressioni sgorgategli dal cuore straziato.
Cera, infine, il pericolo che la lettera artefatta eppariase poco credibile agli occhi di qualcuno E accadde proprio, come informo il Canevaaaa," che e certi rispettabili studiosi >, fondandoti an ragioni filologiche >, la giudicarono apocrifa: inventato di sana pianta, a scopo di propaganda patriottica.
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Chi conosce la serietà e l'inatancabile impegno di Atto Vannueci come stu­dioso e specialmente come scrittore di storia italiana, stenta a persuadersi che egli aia stato capace di far passare per fedele la trascrizione d'un documento (e quale documento!), da lui invece segretamente traafonnato nel tetto. Ma ab­biamo già vitto, in precedenti accenni, che ci tono anche caute di ciò, prossime o lontane, oggettive o aoggettive, delle quali va tenuto il debito conio.
D'una di queste caute tuttavia non s'è detto neppure di sfuggita; e non tara inopportuno ricordarla qui, per completare Io serie e per concludere. Al­ludiamo al concotto moralistico della storia, dal quale l'intigno uomo fu tempre guidato nella sua opera di scrittore e di educatore.
Oltre che ispirare ad etto molte sue rievocazioni d'avvenimenti, opportu­namente scelti e mesti in evidenza, egli affermò quel concetto anche In esplicito
i) C. CAitavAZZl, la rara ultima {attera cìt., p. 149.