Rassegna storica del Risorgimento
BUROCRAZIA ITALIA 1860-1881; MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZION
anno
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1974
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pagina
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361
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Per umi nuova ricorna tu//a burocrazia 861
claMO dirigente Italiana uvovttiiu U lungimiranza ravourtana, 0 U feda mazziniana In quell'unità ohe ora vedovano omo entità reuloV Indubbiamente nel decennio di preparazione > In tolualono unitaria nvnvii proto nettamento il sopravvento, all'interno dal wl Siali, turno un quel In fedcrulUilru, nelle eoe diverte espressioni, quanto su quella riformìstica, ma nel 1859-60 non era ancora giunta, almeno non In tutta Italia, ad essere Punico obleUlvo della cima diri-Renio. La soluzione diplomatica aveva coti procedalo, merce l'abilità di Cavour e un favorevole concatenimi di ovanti europei, In convergenza che pur oro in atto dettata, o direi impania, da fenomeni tanto politici od economici quanto ideali tra lo diverso aspirazioni dolio dai*! dirigenti dei vari Stati: proprio quando Udo processo al stava concludendo, la a nuova > classe dirìgente tri trovo dunque a dover affrontare tutti 1 problemi connotai alla fresca Unito.
Como CN affronta**** questi problemi e stato ed e tuttora un tema continuamente dibattuto e approfondito da una dovizia di lavori storici, e ciò non deve meravigliare, te ai pensa alla quantità dei problemi o alle proiezioni che lo scelte compiute hanno ancora ani presento; il tema che crediamo sia rimasto in buona parte ancora in ombra è come fotte formata questa claate dirigente, non tanto in riferimento alla tua struttura anche qui non mancano gli studi quanto allo singole persone che la componevano. Un valido contributo è venato recentemente da Mario Miatori, che ha guardato al prefetti; ) noi ora vogliamo esaminare la burocrazia, e per essere più precisi le Amministrazioni centrali dello Stato, nella persuasione che una più precisa conoscenza dell'effettiva composizione dei quadri costituisco un non trascurabile aiuto da un lato per verificare come corte scelte nono stato compiuto dal giovane Regno, dall'altro per comprendere a quale personale fotte demandato il compito di dare attuazione alle decisioni degli organi legislativi e non c'è bisogno di sottolineare quanto questo aspetto aia importante.
La Lombardia prima, e poi i Ducati, le Legazioni e la Toscana, poi ancora Marche. Umbria e Regno meridionale: in meno di due anni tutti questi ex-Stati o parti di Stati confluirono in varie riprese nel Regno d'Italia; chi furono gli uomini che entrarono a mono a mano noi Ministeri? Quali furono 1 criteri con cui furono scelti? Furono inglobati tutti gli am mini turativi degli Stati scomporsi dalla carta geografica italiana, o si diede spazio anche a portone di altra provenienza, ad esempio a chi aveva sofferto patimenti > per In causa italiana? Ed ancora: fu applicato un qualche criterio proporzionale nell'inserimento dei nuovi venuti nelle strutture statali, o vi fu una provalenza numerica o qualitativa di alcuni ex-Stati a discapito di altri? E in questo ampliamento ed italianizzazione > dei ruoli* quanto soffersero e quanto guadagnarono i vecchi quadri amministrativi piemontesi? Ed infine, guardando più da vicino agli uomini stetti che, ncirnmm inisirazionc, avrebbero dato il loro contributo al nuovo Stato: Piemontesi, Lombardi, Modenesi, Parmensi, Toscani, ex-pontifici, ex-borbonici, chi erano, dove erano nati, di che famiglia, quale età avevano al loro ingresso nei ruoli del nuovo Stato, quale titolo di studio, quale carriera alle loro spalle? Sono, questi, alcuni degli interrogativi che si pongono noli affrontare una ricerca sulla formazione dei quadri dell'Animinlttrazione, e in questo ambito ci riamo mosti, pur nella consapevolezza che certamente i problemi
>) Mauro Musoni, Governi, alte cariche dello Stato Prefetti del Regno d'Italia,