Rassegna storica del Risorgimento

BUROCRAZIA ITALIA 1860-1881; MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZION
anno <1974>   pagina <365>
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vk.lw-1 Mi I8H0, dolio prospettiva di lavoro competitiva al giovani laureali o diplo­mali proM-nloiitl dulb- Università dullu Muoia superiori del triangolo Milano-l*enuva>Tornu>, dove noi primo ventennio dopo l'Unità foiuliwlano a errerai lo infrquirutluro preliminari attlnduttriallssaalonei noi roolo d'Ilalla II ponto nel. l'AniminUiraoioao centrale permana forno tradizionale a miglioro obiettivo da conseguire. Ed è in questa oiiloa ano lo tpoatamonto dalla capitalo a Roma di* viene elemento di primario Importunila, favorendo ed ampliando II fenotn-no di merìdiorudiuaiione dc4 l'amministrazione determinato pacò anche do altro caute. La meridionali UNII ione della burocrazia: no taou fonduti) enudo u Otti ri siamo soffermali in effetti, a quatto riguardo, I no DI ri dati lutamene una certa importanza per l'unii li *i ODO al DUO foro di quel felloni QUO fin dal 1861. inte-resaante o*aervare come allo scarto dealderlo dei funzionari napoletani ex-borbonici di recarti a Torino, nell'arco di tempo 1861-1863, corrisponda, dal 1871 In poi, il declinare dell'interesse del Siciliani per 11 petto al Miniatore. Lo Metto avvenimento, la creazione dallo Stato unitario, aveva provocato di­verse reazioni all'intorno di un medetimo Regno preunitario: la ciotto dirigente della parte continentale del Regno delle Due Sicilie era rimasta sorpresa >, per eoa! dire, dall'Uniti, aoprogginnta innitetta e rapida con 11 favore della crisi aperto dallo morto di Ferdinando IL Improvvisamente ora tramontata l'epoca ferdinandea ed altrettanto improwisam ente al era ini aiata l'epoca unitaria: velocemente, senza una crisi manifesta, senza un perìodo di trapasso. Lo classe dirìgente ai richiuse comprensibilmente in te stessa, in attesa di riprendere il passo degli avvenimenti ; della vecchia emminiatraxione borbonica solo pochis­simi funzionari accettarono completamente la novità e vennero tubilo sovrastati dagli esuli, coloro che dopo anni di emigrazione reclamavano ora il loro posto nell'Italia unita. Da una parte gli esuli ed alcuni patrioti, dall'altra tutti gli altri, indifferenti e soprattutto poco propensi a pagare il proprio contributo alle difficolti obiettive del nuovo Stato. La situazione muta dopo il 1870: la capitole torna nelle vicinanze di Napoli ad incoraggiare il tradizionale culto dello Stato della borghesia napoletana. Su quella tradizione ai inseriva ora l'altra faccia del fenomeno che abbiamo rilevato per lo Lombardia: la crisi dell'agricoltura legata al protezionismo filoinduttriale. Il posto ministeriale diviene la meta più ambita, e senza troppa concorrenza, dato il crescente disinteresse di Lom­bardi e Piemontesi: comincia a scomparire nella letteratura d'epoca lo figura dell'oscuro travet piemontese e comincia a prendere consistenza la figura del­l'impiegato napoletano, disegnato spesso, noi primi tempi, con caricata ironia, ma anche, pagato il tributo alla novità, come personaggio stabile dell'ammini-strozione. Abbiamo parlato di Napoletani e possiamo estendere quanto detto olle altre regioni di terraferma dcll'ex-Rcgno di Napoli. Per la Sicilia il discorso diventa radicalmente diverso. La classe dirigente era preparata e disponibile a novità istituzionali fin dal momento in cui, dopo il 1815, Ferdinando I accentrò a Napoli tutto il potere. Lo provano gli avvenimenti del 1820 e quelli del 1848, con l'off erta di nn Regno siciliano al secondogenito di casa Savoia. Lo ideologie, poi, moderato o democratiche che fossero, pur se arrivavano in ritardo nell'isola rispetto al reato d'Italia, vi si radicavano tenacemente e continuavano a fruttifi­care anche quando a livello nazionale erano in via di decadenza. Tutte le ideo­logie, d'altra parte, venivano strumentali irate ad un unico fine, l'autonomia da Napoli, e a quel fine primario venivano commisurate: con un obiettivo cosi sicu­ramente prefissato, tutte le soluzioni avevano diritto di considernziono nella mi-tura in cui potevano estere volte al conseguimento di quell'obiettivo. La ditte-