Rassegna storica del Risorgimento

BUROCRAZIA ITALIA 1860-1881; MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZION
anno <1974>   pagina <380>
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/torneilo Ugolini
liana Uno nolo, poi, afghani* alla sua qualifica di amministrativa aiu-he quali* di patriota.'>
Nella Segretaria li Palermo, la situazione a dlHarmitai tananai luu n-1 perdonale vi sono due napo Intoni, padre e fililo. oeappo a Paolo Addali, ho avevano premuto aarvlalo presso 11 Luogotenente generale borlxmko fino J 1860 od ora eouo rimimi! nalla Segreteria, dlrella da uno dai duo* Cfsaeppe AaV dati. Ai duo amministnitm napoletani ne possiamo aggiungere setta siciliani, utu-liVi provenienti daU'entminlstraaione preunitaria;') di nitri cinque non abbiamo dati suini-ì enti par judicam ae tono stati Immetti nella Segreteria per continuità di Carriera o per patriottismo. *' Questo dubbio non ti presentii j>:r li alluni quattro: perseguitati dopo 11 1848 o bnptiglonaU per cospirazione, eesi *ouo certamente fra quelli che hanno sofferto per la cauta Italiana >;**' tra di loro un sacerdote, Michelo Cosentino l'unico che entri nella Segreteria senxa concorso, e per servizi remimi alla causa Italiana >.
Non vi sono variazioni nel personale dello Segreteria di Palermo né du­rante il periodo della Luogotenenza (2-12-1860 - 6-1-1862), né nei successivi due anni: l'unica eccezione è rappresentala da Ugo Antonio Amico, che, recatosi a Torino alla fino del 1861, fu poi comandato a prostar servizio nella Segreteria di Firenze.5*
Nei domini al di qua del Faro, che dall'aprile dal 1861 vengono inseriti definitivamente nel Regno d'Italia, la situazione e diversa: tre napoletani, ex* dipendenti del Ministero borbonico, preferiscono ovviare subito alla precarietà del loro nuovo posto e, non avendo alcuna intensione di andare a Torino per continuare la carriera nell'Amministrazione centrale, entrano nelle Segreterie dell'Università di Napoli.*) Per tre funzionari che abbandonano la Segreteria, uno nuovo vi entra: ai tratta di Cesare Correa, calabrese, un uomo che aveva sofferto il domicilio coatto per i suoi sentimenti italiani o che, dopo aver parte­cipato alla lotta contro i Borboni nel 1860, era andato a Torino e di là inviato a Napoli nel 1862 come Capo Sezione. Fra i funzionari addetti alla Segreteria di Napoli, i nativi dì Napoli stessa rappresentano la totalità del personale con l'eccezione dei due soli inviati da Torino, gli unici patrioti o non amministrativi, i giù citati Rosei e Correa. Per completare il quadro, bisogna ricordare ebe i due Addati, napoletani anch'essi, prestavano servizio a Palermo, in una Segreteria dove, Iranno loro due, tutto il personale è originario della Sicilia occidentale, con una marcala preminenza di palermitani.
L'inserimento dei funzionari meridionali nel Ministero eentrale*
H 1* luglio del 1863, da Torino venne inviata a tutto il personale delle Se­greterie di Napoli e Palermo una Lettera Ministeriale, con la quale u comuni-cava la chiusura delle Segreterie alla fine dell'anno e ai invitava U personale a
t) Gustavo Pouchun. Dalla scheda: Partecipa olla Campagna del 1860-61 e eoa RJ). 4 manco 1865 viene fregiato della medaglia commemorativa .
2) De Bcaumont, S. Scaduti, Sommo, Biundi, Nobile. Penaabcne, Capitò. *) 0 Pietro, Di Majo, Varvaro, Amico e A. Scaduti.
4) Bcltranj-Morello. Errante, Bottelli e Cosentino.
5) Dopo la chiusura della Segreteria fiorentina divenne Segretario contabile nella Segreteria dell'Università di Siena.
*) Barone, Romano e Florio.