Rassegna storica del Risorgimento
BUROCRAZIA ITALIA 1860-1881; MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZION
anno
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1974
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pagina
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381
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Par una nuova ricerco wiMa buroerauia attJ
precisato con nmi tlIrliUnaiuiifl i propri desideri >. Questi !* ni* r j > erano legati tre possibilità i far porte deirAtiimlnletnilons) centralo e quindi reearej a Torino; mettersi in aspettativa io al tesa di nn pool iieirAinmlujatra-aìone periferica; andare in pensiono (questo riservalo ovviamente citi arasse HI munito gli QUII! necessari).
Le rispunto da Napoli o Palermo furono sollecite, " Kiù nello stesso mese il Ministero potava conoscere lo intensioni dei anol funzionari dlstacrotl: lodici afoiliani an quindici '* o cinque ponlnaulari ta trediciJi manifestarono 11 desiderio di recarsi a Torino, Avendo ovulo rapidamente un quadro chiaro della situazione, l'Amministrazione centrale poteva ora da un laio provvedere e no* difìrare i ruoli organici por accogliere coloro che sarebbero venuti a Torino e dall'altro cercare di sistemare in altri notti alatali coloro elio volevano restare nell'ex-Regno delle Due Sicilie.
ammutino prima quest'ultimo punto: degli undici funzionari interessati a non muoverai, cinque (3 napoletani 3> e 2 siciliani *>) furono diatribuiti in vari uffici di Napoli e Palermo (Scuole di applicazione per Ingegneri, Segreterie delle Università ecc.), duo, napoletani, andarono in pensione') o i restami quattro (3 napoletani*) e un siciliano7') formarono il personale che ancora per un anno sarebbe rimasto all'ufficio tralcio delle Segreterie in Napoli e Palermo per il disbrigo delle ultime pratiche necessarie al loro definitivo scioglimento.
Abbiamo detto che 17 funzionari avevano deciso di recarsi a Torino; oasi ai aggiungevano ad altri 6 funzionari meridionali che in precedenza o erano stati inseriti nell'Amministrazione centrale o ne avevano ricevuto formale assicurazione. Tre di questi erano Ispettori che, nominati a Torino nel 62 ed inviati a prestare la loro opera nella ex patria, erano ritornati a Torino, ** e gli altri tre erano funzionari che, adibiti ad uffici diversi da quelli delle Segreterie, avevano spontaneamente chiesto ed ottenuto di entrare al Ministero.9' Cinque di questi gii nel corso del 1862 entrarono a far parte del Ministero, il sesto10) vi entrerà con i suoi colleghi provenienti dallo Segreterie. Con R.D. 20-9-1863 il Governo modificò il ruolo organico del Ministero e il 17 dicembre furono firmati Ì decreti che vi immettevano i funzionari meridionali. Non tutti però: avrebbero dovuto essere 23, dodici siciliani e undici peninsulari, ma forse il Miniatro volle pareggiare i conti e dirottò un siciliano, Emanuele Pensatene, alla Scuola di applicazione per Ingegneri di Torino. La distribuzione per classi
0 Dai 18 di partenza sono tolti t due Addati, napoletani, e Amico, ormai comandato
a Firenze.
2) Dai 14 di partenza sono tolti Barone, Romano e Florio che non fanno più parte della Segreteria e, naturalmente, Ropolo, piemontese; n questi 10 sono aggiunti tre; ì due Addati della Segreterìa di Palermo e Correa. Per comoditi di esposizione, indicheremo d'ora in poi come * peninsulari coloro che provengono dalla parte peninsulare del Regno della Due Sicilie
3) Tucci, Tramaglia e Mascoli. s) Somma e Di Pietro.
*) Farina e Daniae.
6> C. Addati, Carenili e Cipolla.
*) Varvara.
*> Si trattava di Edoardo Fusco, Giovanni Scavia e Gaetano Cammarota.
*) Si trattava di Ernesto Cordella, Augusto Plerantoni, Gennaro Vacca.
10) Gennaro Vacca.