Rassegna storica del Risorgimento
BUROCRAZIA ITALIA 1860-1881; MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZION
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1974
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/Cornano Ugolini
le fatici del ir.,-iiin, nin eoa IH eansapofolesi* di avvicinarsi olio riti* J1 ori-fino questo Mn w mi argomento ili mollo poo por I irllisjiJ por I quali .r** termo. Trapani o Termini luioriMO rfatavuiio sempre troppo lontana.
I arudu**ulinonU ipiutili, considerando lo polemica contaniporsoaa, l'arrivo della capitalo a Roma segnò anche 11 momento in coi lo pretensa dot nwsionsrj meridionali noi Ministero raggiunse lo ponto minima (tredici, noi quii Olio I n le itimii, quattro napoletani o un calabrese), '*
Di questi tredici funzionari, che possiamo considerare I veterani del Ministero, OMondo tutti In servìzio dall'Unità, solo cinque ritroveremo nel JSfól, al momento cioè In cui al formo lo nostra ricerta* o nono tro siciliani*' e dno napoletani.*) Degli altri otto, ano napoletano VolpIceUa, viene trasferite nel 1874 alla Segreteria dell'Univcrìià della ma città, e gli altri laotiano 11 Ministero ara il 1877 il 1879, avendo raggiunto l'età per la penatone.
Ha veniamo ora a coloro che entrano dal 1873 In poi. Nel 1878 ho inizio la nuova regolamentazione dei conconti per l'assunzione al Ministero, che, ripetiamo, favoriva l'interinienio ncsl'Aminìnistrazione di nomini non pia direttamente legati alla burocrazia degli Stati preunitari, e quindi il presentava con respiro veramente nazionale >. Tuttavia, altri fattori influenzano la distribuzione regionale, che e ben lungi doU'eqnilibrarsi automaticamente. Un esempio ci è fornito dai siciliani, solo tre dei quali entrano al Ministero nel periodo 1873-1881, mentre numerosi sono i meridionali -al di qua del faro che entrano nello et OMO periodo (e ancor più numerosi, in proporzione tono quelli che partecipano, non vincendo, ai concorsi). Di questi nuovi funzionari, in totale ventisette, oltre ai tre siciliani già menzionati, novo sono napoletani, quattro campani, tre molisani, sei pugliesi e due calabresi.4) Benché manchino persone provenienti do Abruzzi e Lucania, ai nota, rispetto al periodo precedente, una rappresentanza di un maggior numero di regioni, cui ai contrappone lo diminuzione dei siciliani (fra l'altro, solo uno viene da quella Sicilia occidentale che aveva inviato fino a quel momento la totalità dei funzionari isolani,5 mentre degli altri due uno è di Caltanisetta* e l'altro di Catania,7' rispettivamente Sicilia centrale ed orientale),
Abbiamo già indicato alcuno linee lungo le quali ci sembra si possono interpretare questi fenomeni; e evidente, però, che per tracciare un oaurienfe quadro degli nomini che hanno fatto porto dell'Amm ini trazione centrale, non
I) CU otto siciliani sono: Nobile, Errante, Capitò, Di Majo, Cosentino, A. Scaduti, Bonclli e Pensabcne; il calabrese e Correa; i quattro napoletani sono Pouchain, Volpicella, P. Addati e Vacca.
3) Errante, A. Scaduti, Bonclli.
J) P. Addati e Vacca.
*) Abbiamo già detto ehi erano i tre siciliani. I nove nuovi > napoletani sono: Giuseppe Fiori-Ili. Gaetano Cammarota, Luigi Coppola, Bruto Amante. Domenico Enrico Bruno, Francesco Coppola, Diego Marìacola di Petrìzd, Corrado Saltelli, Carlo Stavole; Ì quattro campani sono: Nicola Landolfi, Francesco La Via di Villarcna, Raffaele Man. Antonio BcUanona; i ne molUani sono: Luigi Jocovctti, Giuseppe Antonio Fruscclla, Edoardo Santoro; i sci pugliesi sono: Ettore D'Ambrosio, Girolamo Nisio, Pasquale De Maggi, Salvatore Modugno, Giuseppe Capochìaai, Vincenzo Capochiani; ed infine i due calabresi: Giuseppe Alft e Domenico Musncclùo.
3) Vincenzo Errante, figlio del Francesco Paolo più volte citato in precedenza.
*) Rosario Amìco-Torrcgrossa*
*) Carlo Rollano.