Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; NAZIONALISMO ITALIA 1908-1913; SIGHELE SCIPIO
anno <1974>   pagina <391>
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IL PENSIERO POLITICO DI SCIPIO SIGHELE
Nel ricordare l'espulsione di Scipio Sighele dall'Austria, Paola Maria Ar-carl afferma clic l'irredenti nino elio gli impediva di tramontare nella cremi pco <B Nego* era U vertice Ideale della nua vita. Al di li delle discussioni acca­demiche In morte in cullo lo Iscriveva di diritto fra I precursori della nuova stagione d'Italia >. '' Questo giudizio che pure segue ad una lunga, dettagliato, *> sotto ad no certo aspetto, penetrante analisi dell'opera del Slghele sinte­tizza l'atteggiamento che la storiografiu assunse In prevalenza nei confronti di questa personalità del mondo politico e culturale: la glorificazione del patriota U cui mito elevato a puntello di un credo nazionelkfe, cancellava 0 fumava la realtà di studioso impegnalo nella presa di coscienza d'un mondo culturalmente e perciò anche politicamente in rapida trasformazione. Errore, questo, dì pro­spettiva storiografica, non primo e non ultimo nella letteratura riguardante il Risorgimento Italiano e particolarmente evidente negli scritti di studiosi che vissero con entusiasmo le vicende che portarono a conclusione l'unità d'Italia: ne è prova gran parte della produzione storica di uomini trentini ancora vibranti di caldo sentimento irredentista anche a distanza dalla guerra conclusa.
Così accadde a Scipio Sighele di essere elevato a rango di martire > che non ai discute ai accetta e si elogia con opere encomiastiche, rievocative e celebra­tive di virtù patrie puntualmente applaudite nei diversi anniversari. Ma l'en­comio, ondeggiante Ira la retorica e la polìtica che, con l'avvento del regime fascista, incoraggiava ogni contributo all'ideologia nazionalista, difficilmente si risolveva in opera storica. Bisognava, infatti, smantellare il mito, perché la ra­gione ricuperasse la serenità del giudizio storiografico, o, ima volta accettato 11 mito, rinunciare a qualsiasi volontà di ricerea che esulasse dai fini della cele­brazione. Per questo, forse, per essere stato considerato solo come uno dei cele­bri perseguitati dall'Austria, Scipio Sighele non trovo spazio nelle opere e negli interessi della storiografia italiana e trentina per la quale, fondamentalmente, restava l'irredentista esule.
La letteratura sul Sighele è. Infatti, molto scarsa e, in certi settori della sua opera, inesistente. Sulla sua figura di uomo politico non esistono lavori specifici, se si escludono le pubblicazioni a carattere celebrativo quali quelle di Gualtiero Adami, di Ernesta Battisti, di Arturo Becca ri, di Cipriano Giacchetti, di Gino Mariani, di Francesco Menestrina, di Giovanni Pedrotti ed altre simili, che ai ridu­cono però a opuscoli o alla slampa di discorsi o ad articoli, magari, taluni, ricchi di notizie, ma dai quali difficilmente affiora una tematica diversa da quella del pa­triottismo.3) Né si può considerare aldilà del puro documento la seriedi articoli
*) PAOLA MARIA AHCARI, Le elaborazioni della dottrina politica nazionale fra l'unità e l'intervallo (1870-1917), Firenze, Marzocco, 1934-1939. voi. H, pp. 800-801.
3) In memoria dell'insigne avvocato Scipio Sigitele, cura di G. ADAMI, Trento, tip. Artigianelli, 1965; ERNESTA BATTISTI, All'ombra di Dante ricordando Scipio Sighele con Cesare ffrff*, Trento, TEMI, 1953; ARTURO BECCASI, Nazionalismo irredentismo - Scipio Sigitele, in Rhista d'Italia, moggio 1927, pp. 3-M; CIPRIANO GIACCHETTI, Tre figuro tren­tino, Luisa Anzolctti, Scipio Sigitele, Riccardo Zandonai, In Italia! letture mensili - Sotto gli auspici dolio Sodata Nazionale Dante Alighieri, a. II, voi. I (1913). pp. 90-95; GINO MAKZAM, Il bando di Scipio Sighele dall'Austria - da documenti inediti, in IM liberta.