Rassegna storica del Risorgimento
IRREDENTISMO; NAZIONALISMO ITALIA 1908-1913; SIGHELE SCIPIO
anno
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1974
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pagina
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393
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/' fmtoterp putitici di Scipio Sitflwh MI
Gotto 4 eh tutu In nirtomii iiualoiiulima, orientale a gJuatinraro Il restine di MuMultni cnmo 11 1DIM approdo di hlMM programmi eh* nulo nella dittature (avo!*ta avrebbero li-ovulo la loro coiirreta reniIxxarione, guardava con sospettosità a niello ligure 'he, pur Italfanlaslmo di sttiiilmenll, nari* vano dallo filo domocraUco-1 ihoral! o, addiriiiuru, socialiste. Figure dello quali, attraverso i distìnguo o la ino*no In ombra della raala fisionomia politica, bisognava rìcuperoro aolo l'aspetto patriottico caro al sentimenti del popolo alla demagogia dalla cultura ufficialo: no è coeniplo la presentaziouo clw di Coaaro Battiati fa P. M. Arcar! noi l'opera citala. Ceti anche il Si guaio tocco di essere ricordato aolo nella diraenaiono nazionalità perfino dall'Enciclopédia italiano, nella quoto egli figura sotto uno sbrigativo profilo che precede l'elenco delle ue opero; nazionalista irredentista, processato dall'Austria nel 1900 o nel 1908, eapulao dal territorio austriaco nel 1911. Profilo che tapioca anche per le inesattezza contenuto; inietti il Sigitele fu sottoposto ad Istnittoria nel 1900. fu citato in tribunale, a Trento, per il 24 dicembre 1907, ma entrambi i provvedimenti sfociarono nel e non luogo a procedere >. In quanto poi allo fratto, oaao fu ricevuto dal Sighclo il 2 giugno 1912 e non nel 1911 come appare BUM*Enciclopedia italiana.
Ben divento il giudizio di due uomini che vissero una parte degli alesai avvenimenti politici e la crisi culturale nel trapasso dall'uno all'altro secolo: Gaetano Salvemini e Benedetto Croce. Il primo tocca la figura del Sigbele solo por un attimo, ma penetrando in una dello sue istanze fondamentali: il sistema del decentramento amministrativo e delle autonomie regionali come soluzione democratica ai problemi di tutta Italia, meridione compreso. ' ' Benedetto Croce nei cap. X e XI della Storia d'Italia* parlando dell' irrequietezza spirituale > dei primi anni del secolo ventesimo, dei caratteri del nazionalismo della eoa articolazione dopo l'impresa libica, non solo rimanda all'opera del Sigbele (in nota), ma dimostra una coatta conoscenza di questo autore il cui pensiero, condiviso e assimilato, trasparo hi una sìntesi penetrante sulla crisi interna al nazionalismo stesso. Ed infatti al Sigitele egli rimanda non in quanto nazionalista, ma per la consapevolezza che egli ebbe di quella crisi dalla quale il nazionalismo non poteva uscire che con il volto reazionario.
Gioacchino Volpe neìVItatia moderna*) insiste sulla figura del Sighelo irredentista, cercando poi di precisare il rapporto fra nazionalismo od irredentismo che per il Volpo od in questo senso egli ritiene che si esprima anche il Si-ghele congiungendosi avrebbero operato una positiva integrazione togliendo alle aspii azioni irredentistiche ogni astratto velleitarismo o donando un anima patriottica al nazionalismo. D Volpe quindi, parlando del Congresso di Firenze e degli sviluppi del nazionalismo, definisce il Sigbele fra gli nomini e democratici e quasi socialisti> e, successivamente, irredentista o democratico>.
La storiografia più recente, por senza mettere a fuoco in modo completo la figura del Sighelo, ne ha valorizzato alcuni tratti sicuramente più rispondenti alla sua personalità, anche se meno legati al tema deU'irrodentismo. Fernando Manzoni, ad esemplo, sa cogliere con esattezza, se pur brevemente, I rapporti
0 CAIITA.NO SALVEMINI, La questione merìdionale e il federalismo, lo Scritti sulla questione meridionale, Torino. Einaudi. 1955. pp. 108-107.
2) CiOAGCiiiKO VOLT*, Italia Moderna, Firenze, Sansoni, 1949. voi. IH, pp. 305, 807.