Rassegna storica del Risorgimento
IRREDENTISMO; NAZIONALISMO ITALIA 1908-1913; SIGHELE SCIPIO
anno
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1974
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pagina
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399
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Il binimi politico di Scipio Sitata
tino. Kgll la. In particolare, legete alla Aetociazlone dagli Biadanti Trentini , per U quale tanna nnvhc dello con farcii se, ed alla Sorlntt <ltMi Alpinisti Tri leniini . In quello contesto ebbero origino gran purte del tuoi vitti politici, a intonazione IrredentltUca o patriot ileo, quali La loti* pur l'autonomia fai Trentino pubblicata, noi 1902, sulla Nuovo Antologie,
Il Sigitelo, posato con Antonietta Rosmini Il Rovereto, ebbe residenza prima a Roma poi, dal 1006, a Firenze. Da queste città fu, peri, apo**o nwuie non volo por 1 lunghi soggiorni a Nego, ma anche per 1 frequenti viaggi in citta italiane ed estere (tenne anche dei corsi di conferenze all'università di Bruxol-lo). A Roma fu assiduo organlsutore di conferenze e di incontri ani problema trentino e, dal 1904 presidente della sezione romana della Trento e Trieste > continuando ad canore anche attivo socio della Dente Alighieri >. Nel 1903 diede la tua opera per l'organiszazione di una Università libera italiane ad Innsbruck (iniziativa che l'opposizione tirolese fece fallire nel 1904)* Alla fine del 1907,1 il 24 dicembre, fu citalo in tribunale a Trento (già nel 1900 era staio sottoposto ad istruttoria), ma l'intervento dello stesso Tittoni impedì che fossero presi provvedimenti a suo corico. I
Nel 1910 partecipò al Congresso nazionalista di Firenze del quale nella durata dei tre giorni fu presidente ed ivi svolse una relazione su Irredentismo e nazionalismo a conclusione del Congresso fu eletto a far parte del Consiglio centrale della Associazione nazionalista >. Sul finire del 1911 ti reco nella Tripoli tanis accompagnato dal nipote Gualtiero Castellini. Nella primavera del 1912, dopo la pubblicazione tu ho Tribuna de La incertezza dal nazionalismo Iuil'umo, ntei dalla Associazione nazionalista >. D 26 maggio 1912 Olindo Ma-lagodi le informava, a Nago, della espulsione dai territori austrìaci; il provvedimento fu comunicato ufficialmente al Sighele il 2 giugno 1912. Nonostante gli interventi del ministro Spingardi e del di San Giuliano, le parole del Battisti al Parlamento di Vienna e la deplorazione per l'atto di tutta la stampa e di lutti gli uomini politici (clericali compresi) trentini, ottenne solo una proroga. Il 24 giugno dovette rientrare nel territorio italiano*
n 15 ottobre 1912 fu ricevuto, a S. Rossore, da Vittorio Emanuele ITT, al quale espose la questiono trentina; alla fine dello stesso anno venne eletto Presidente nazionale della Trento e Trieste>. Il 24 gennaio 1913 ebbe un colloquio politico con Gioliti, e di San Giuliano, Nel febbraio ti aggravarono le sue condizioni* già precarie, di salute, tanto da indurlo, nel maggio, a presentare le dimissioni da Presidente della Trento e Trieste. Moriva, poco tempo dopo, a Firenze, il 21 ottobre 1913.
Scipio Sighele fu, cssenziulxnente, uomo di cultura e portato dalla cultura all'analisi della realtà politica e a filtrare le tradizioni patriottiche della tua famìglia per assumerne critica consapevolezza. Alla scuola del Lombroso e del Ferri abbracciò il positivismo con convinzione entusiasta, ma senza restare imbrigliato dalla rigidezza del sistema. Per il Sighele il positivismo era da accettarti come metodo più che come dottrina, ossia per la primaria importanza che esso dava all'indagine sperimentale ed alla constatazione obiettiva del fatti, purché rimanesse la problematicità delle conclusioni. Io credo che... in ogni problema > egli affermava < non ti debbano cercare a priori delle definizioni le quali, come diceva argutamente il Lombroso, tolte le geometriche, sono tutte inesatte La definizione non e che la tinteti della discussione di un fenomeno: ed è manifestamente un errore fi volere esporre la sintesi prima di aver fatto
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