Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; NAZIONALISMO ITALIA 1908-1913; SIGHELE SCIPIO
anno <1974>   pagina <408>
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Ha ae par democrazia intendiamo, anziché una dottrina filosofica, una pnaal di convivenza sociale alla quale al legano tipiche istituzioni quali quelle dell'autogoverno attraverso le autonomie. In periferìa, ed 11 sistema parlumen> lare, al centro, allora U Sighale non può non aaaere detto democratico. E lo è anche se per democrazia intendiamo la partecipazione conaapevola ad affluiva all'evoluzione di tutti ì gruppi sociali, con particolare riguardo ai più umili; a ae aspirazione democratica è quella di volerò la liberazione nazionale attraverso iniziative legali e nel rispetto àtl diritto di terzi.
Scipio Sighele fu pereto un democratico, di prassi, non di dottrina, che difese strenuamente gli istituti democratici prima contro la loro degenerazione, poi contro l'involuzione conservatrice del nazionalismo al quale egli aveva pure aderito pensando che non contrastasse con le sue convinzioni (e io vedo iden­tità di fini tra il nazionalismo e la democrazìa*).3'
Ha e volessimo riportare il pernierò del Sighele alla sua esatta matrice ideologica, cioè a quell'insieme di principi che precedono la prassi ed ispirano i magari senza una presa di coscienza diretta e continua i programmi e l'opera politica, allora ci sembra corretto collocarlo nell'ambito del liberalismo. Egli fa, al di fuori delle etichette dategli dalla storiografia successiva, ed anche al di fuori delle definizioni dovute ai suoi contemporanei od anche delle auto-definizioni, un liberale democratico, ossia un nomo di convinzioni liberali ma persuaso che la libertà dovesse svilupparsi nel senso di assorbire le soluzioni democratiche, in un'età la sua nella quale essere liberi significava anche cedere eguali, necessariamente nei diritti civili e politici, possibilmente in quelli sociali.
Scipio Sighele e un liberale, non solo per l'impostazione di tutta la sua opera di studioso e di politico, ma anche per l'immagine che di lui deriva dalla lettura del folto mazzo di lettere indirizzate a Giovanni Pedroui. Da queste pa­gine emerge con la sincera spontaneità del documento privato * un discorso
l'eredita e dal censo, la democrazia vuole invece che venga stabilita spontaneamente se­condo il merito dei singoli Individui. La democrazia f...} dice: tu puoi tentar di salire anche se sei nato in basso, io te no offro i mezzi, se sci capace arriva . Ibidem, pp. 108-109.
1) L'impronta della razza va facendosi sempre più debole mano a mano che gli or-ganismi salgono nella sosia sociale , in Mentre il cefo muore cit- p. 109.
2) Ricordiamo che il Sighele non sostenne mai nemmeno l'eguaglianza fra donna e uomo (e per questo contesto di essere un femminista nel SCASO più corrente del termine), anche nell'interno dello stesso contesto sociale. Egli affermava pero che diversità non ugni* cara inferiorità (vedi, per questo, Eva Moderna eh.) e che perciò, essendo la donna netta so­cietà egualmente necessaria all'uomo e dunque equivalente, essa aveva diritto all'eguaglianza giuridica.
J) // nazionalumo e i partiti patitici e il,, p. 186.