Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; NAZIONALISMO ITALIA 1908-1913; SIGHELE SCIPIO
anno <1974>   pagina <425>
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Il {* nutro politico di Seiptojitfih*l 431
apomtenee, li Trento, per 11 Nuota Glùrnnlo,*) Aurini lu min polemica centro la ttampe che sorvolava, iiiiH-iiin.iH'inn o Ignorivi I problemi liojcll Irredenti non aveva Mela bn punici di Accentuate rlprovajJona per 11 Cantar della Baro o In Tribuna del quali ti auspicava 11 boicottaggio nel Trentine.
Altrettanto viva ere le sua collah urei Ione alle eMoelaalonl di carattere Ir redcittistieo. Nel granaio del 1901 era italo nominato Previdente della tetione romana della e Trento e Trinale che contava allora 80 noci fama lo speco di farne mille in due meei Le quota e coti piccola! Dna lire all'anno! ), La nomina lo aveva aoddiefatto per poter chiarire alcuni equivoci nel rapporti Ira la e Trento e Trieste > e le e Dente Alighieri > della quale pure egli era socio; la Dante era locala alla Massoneria mentre nella Trento e Trieste > gli Iscritti erano in prevalenza -irnienti o, comunque, elementi di più acceso patriottismo; la tua persona poteva essere considerata come un elemento di utile mediazione fra le due associazioni. *> Per questo egli Insisteva perche anche Giovanni Pe> drotti accettasse, a Trento, la carica di fiduciario della Dante , in tottitnxione del Ranxi, nonostante fosse già caatiere della e Lega Nazionale > e, di fatto, fidu­ciario della Trento e Trieste: avrebbe coti contribuito a sanare 11 contrasto la­tente che, al centro, serpeggiava fra le due associazioni.J)
Dalla capitale prima e da Firenze poi, seguiva sempre con attenta parteci­pazione gli avvenimenti della vita politica nel Trentino, nei quali ai inseriva come attore durante i lunghi periodi di soggiorno a Nago. Si preoccupava delle
t) Lettele a C. Pcdxotti da Firenze in data 5 novembre 1908 e 14 novembre 1908 dalla quale è il passo che segue: D direttore del Nuovo Giornata (aw. Umberto Ferri­gni [.}) ti è gratissimo dell'offerta di assumere la corrispondenza dal Trentino [3 Si tratta [..J dì scrivere [...] delle Lettere Trentina che tengano a giorno 11 pubblico del movimento nazionale del nostro paese, e magari lo informino della politica viennese a nostro riguardo.
2) Lettera a C. Pcdrotti da Roma in data 24 gennaio 1904: ... Il mio scopo è di eliminare gli equivoci che qualcuno della Dante Alighieri sparge sul conto della Trento e Trieste. E se ho accettato la carica gli è appunto perché eredo di poter riuscire a eliminare quoti equivoci, lo infatti sono abbastanza notoriamente anticlericale perchè i masoni della Dante Alighieri capiscano subito che non è il coso di combatterci.
Ho accettato anche perché io ero la persona che conciliava il partito dei giovani (vi sono moltissimi studenti nella " Trento e Trieste ") con quello delle persone più prudenti. I primi unno che io sono con loro, e i secondi mi considerano per Io meno incapace di fare scioccherie e violenze . I legami della Dania Alighieri con la massoneria avevano destato non poche preoccupazioni negli ambienti clericali trentini, specie all'epoca dell ere­zione del monumento a Dante, tanto da far supporre che il congresso nntinutssomco inter­nazionale, tenuto a Trento nel settembre del 1896, fosse una risposta plateale al patriottì-smo ed al laicismo di questa Associazione e degli aderenti al liberalismo e al socialismo trentine. Sulla .Dante AUfjhiari vedi a cara di RENATO MONTELEONE, La società e Dante AtigJUeri- a l'attività nazionali nel Trentino (1896-1916) cit.
3) Lettera a G. Pcdrotti da Roma in data 9 febbraio 1904: e ... Io ti prego caldamente di accettare. L'essere cassiere della Lega Nazionale mi pare proprio che non conti nulla, anzi, ha caso, è una fortuna. Quanto all'essere fiduciario della Trento a Trieste* non atee contar nulla, giacché altrimenti tu accrediti la voce che la Danto Alighieri e la Trento e Tritata siano nemiche.
Quegli che mi parlava l'altra aera e che e un petto grouùaimo ti mostrava un po' allarmato della Tronto e Trieste perché erede distolga forze olla Dante. Io credo invece che raccolga altre forze più giovani e meno malvaccc, eredo sopratutto che fac­cia del gran bene tenendo vivo anche nel titolo il pensiero per le nostre regioni .