Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO DI RIVOLI VERONESE
anno <1974>   pagina <459>
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LISCIANO RUSSI Pimcm e fa riWu*io /ai/I/o dW iJ/M9; Milano, lese Hook, 1972.
' *'. pp. 177. L. 1,000.
Non, c'è dubbio che La ,:iu'rru corti bar fola in Italia ne/ I648-S9 scritta da Platea* I "50 e pubblicala nel *5l, rappresenti un'elaborazione peculiare del fermenti quaranlol-teschi rispelta al numero dai saggi storico-militari che eosIrlUrono negli anni inwicdiau-incnte seguenti b pubblicistica Italiana; pcculiarllà che, M offra ancora molti nuovi punti di riflcMÌonc per ridare lo sfaldamento deus sinistra democratica lo quegli nani decisivi, rappresenta nello stesso tempo un'oggettiva difficolta per una più fiatile collocazione storico de! pensiero pìsaconiano e della sua boiata e ambivalente figura di Intellettuale.
Essendo, infatti, quest'opera il primo acrilto organico di rilievo, ve al escludono gli articoli scrìtti tra il 49 e il "50 nella ffl"*ifiti!wi Italia dei Popolo, b sue ricchezza di punti originali e la radicalità delle suo formulazioni pongono l'inevitabile problema delle radici del pensiero pisacaniano, del procraso pratico-ideologico attraverso il quale un aristo­cratico militare napoletano Io cui militanza politica risaliva solo al *48 e in circostanze peraltro improvvisate, so non addirittura casuali, nel 'SO potesse aver già formulato un suo sistema abbastanza coerente, aeppure incompleto e spesso solo abbozzato.
L'attenta rilettura della Guerra combattuta pone questi problemi anche al Russi che preferisce, però, sfiorare soltanto le possibili connessioni tra il socialismo pisacaniano e la matrice illuminista o populista o, ancora, giacobina del suo pensiero, per dare invece mag­gior rilievo alla puntualizzazione delle indicazioni oca turi te da questo saggio in funzione di un'importazione radicalmente nuova del problema politico-insurrezionale di quegli anni.
Giustamente il Russi ìndica la chiavo originale e di maggior interesse della Gtuara combattuta nella volontà a cosciente a di Pisacane di lavorare a un ipotesi dì ride finizione della lotta di indipendenza in termini di lotta di classe e guerra alla borghesia. ridcOniziono che. partendo da una critica serrata e senza mezzi termini dei tatti militari del '48-*49, entra nel vivo del rapporto guerra militare-lotta : odale tramite l'enucleazione del principio di una netta subordinazione della riforma polìtica a quella cconomico-aociale. Di qui la sua netta differenziazione sìa da W*"?ni e Garibaldi, ab anche dai pensatori che iniziano. dopo la fallita rivoluzione, lo scisma nella corrente mazziniana, un Ferrari, un Montanelli, e anche dallo stesso Cattaneo col quale giustamente l'autore sottolineo i rapporti di reci­proca amicìzia e simpatia.
La critica al sistema e al metodo mazziniano, che coincide proprio col tentativo di Mazzini di aUargare il fronte democratico-patriottico, è nella Guam combattuta abbastanza esplicita e raggiungo il punto più allo di inconciliabili tu laddove b necessiti di un'insur­rezione spontanea delle masse, contrapponendosi ad ogni tentativo cospirativo isolato e atta teoria deus guerra per bande, si pone come prima istanza di una rivoluziono totale che abbia come mira il cambiamento delle nati economiche su cui si regge il sistema di preva­ricazione sociale e disdegna di conseguenza qualsiasi alleanza (o direzione) con le forze moderate del ceto medio che riporterebbro la rivoluzione a una nuova tirannia, come di fatto, secondo il Pisacane. è successo con la rivoluzione francese.
L'estremismo pisacaniano, pur poggiando su debolissime basi operative, lo porta a fare delle notazioni pertinenti sul rapporto tra le classi nella lotta per l'indipendenza, come quella in coi nota nell'Appendice che b borghesia, per difendere I suoi interessi, su co­stretta a combattere insieme al popolo contro i governi assoluti e che, quindi, non ha b forza economica e militare per fare da sola una rivoluzione a suo esclusivo vantaggio. Di qui la conclusione, per la quale è stalo giustamente avvicinato ai populisti russi, che il Sud