Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO DI RIVOLI VERONESE
anno <1974>   pagina <460>
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il carteggio dal Marchese di Roccaforte, a cura di NICOLA GlORDAftO: Palerà, fioaiafj siciliana di atoria palila, 1973, la 8*. pò. 472. L. 12.000. P
Nicola Giordano spendo la aua opero giornata di magistrato ia quincenxa aal al* loquìo col trapalali patriotli del Risorgimento aieiliaao di cui ai posseggono le carte nella Società ajciliana di atoria patria. Sa ieri ci ha dato, nulle pagine della rivi-in II Jtùor/p* merito in Sicilia la lettera di Giuseppe Oddo, aoldalo della rivoluzione del 1848, ni isso ci convelliti, nella collezione dei e Documenti per servire alla storia di Sicilia , 0 carteggio di Lorenzo Cottù, marcheae di Roccaforte,
Sia consentito proprio a chi ha raccolto* come il sottoscritto, la Lettor* di Rosolino l'ihi (Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1972) di affermare aubilo che questo carteggio del Roccaforte: è bene che aia stato sottratto alla oscurità; e non perche sia ricco di motivi umani, patriottici, spesso esaltanti a frenetici come quelli che caratte­rizzano la vita agitata ed eroica del gentiluomo che, a dirla coi Carducci. * non per quoto avara aparto suo gentil Sangue che vantava Angiò quando al chiari, dopo il 1861, quale Italia alava per nascere dalla montagna delle sofferenze e delle illusioni dei credenti ia Muserai e nella democrazia repubblicana.
bene che questo carteggio aia stato pubblicato, ai diceva più su, dunque. E bene perche U marchese di Roccaforte, che torna anche luì a Palermo da un decennale esilio, è destinato a rientrare nella aua città eoo tutti gli onori (mentre Pilo la vigilia deUla-grewo di Garibaldi cade al Pizzo della Neviera dì morte che abbiamo cercato di chiarire, ma che tuttavia conserva aspetti di austero su cui potè a suo tempo favoleggiami nnche a ragione); a Venire subito chiamato dal pro-dittatore Mordini a far parte del Consìglio Straordinario di Stato istituito il 19 ottobre 1860 per studiare l'assetto che meglio sarebbe convenato per la futura convivenza tra l'Italia e le Sicilia, cioè tra il Regno e la Regione che era stata per luoghi secoli anch'essa uà regno. Poi nel 186S sarebbe divenuto deputato autonomista di Palermo e nel 1889 Senatore del Regno. Una parabola che, tutto sommato, acaabra coerente olle premesse Lorenzo Cottù era stato nel 1848 Pari di Sicilia e Senatore delta Città di Palermo; ad 1849 escluso dalla amnistia, ma egli si era già allontanato il 14 aprilo 1849 dalla aua città, riparando all'estero, per non apporre la sua firma al docu­mento di ma al Borbone.
Tipico rappresentante di quei moderati siciliani, aristocratici O borghesi come Stabile, di cui U Roccaforte fu grande amico nell'esilio, che Roaalino Pilo condanna inappcllabil-rocntc, e disprezzo visceralmente, il marchese di Roccaforte non ai tormenta di eerto nel­l'esilio come l'esulo mazziniano, stretto tra la più fastidiosa povertà e la ricchezza dei suoi sogni. Leggiamone le lettere.
Approdato a Malta col marchese Spedalotto, alloggia all'Hotel de la Mediterranee, e, come scrive alla donna amata, una Carmela rimasta a Palermo accanto al suo legittimo consorte, impiega il tempo a bighellonare per le vie de La Valletta ma spesso ci ritiriamo onde non incontrarci con la faccia dei Siciliani che spesso ci avvicina onde domandare danaro *. Distrazioni? Punto, a quanto pare, perchè sembra non ci aia altro da fare che la