Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO DI RIVOLI VERONESE
anno <1974>   pagina <467>
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Romano volendo mettere in rivallo la componente autoritaria prenoto lo Criapl a to aranìtà elettiva con Blsmarck (v. p. MI), riferisce con ampiezza di particolari già noti la flati* al cancelliere tedesco. SI sarebbero potute analizzare la ragioni del tripliciamo ari* pino, -i cui non erano estranei anche motivi finanziari (l'abbandono da parla ilei capitali francesi dì investimenti in Italia ad il subentrare di capitali tedeschi). Romano, In senso Iato, coglie nel segno, quando osserva che Càspi voleva trasformare il carattere della Tri­plice a e farne uno strumento più flessibile... alle esigenze dalla nozione (v. pp. 138-139) ma avrebbe potuto riferirai ai vari tentativi di Crùtpi per uà accordo sul Mediterraneo che vincolasse l'Inghilterra, al di là degli impegni formali, e per un compenso all'Italia in caso dì annewione austriaca dalla Bosnia ed Erzegovina.2)
La francofobia crbpina viene fatta risalire al suo mozxinianeumo. all'intervento fran­cese contro U Repubblica Romana, alla politica svolta da Napoleone HI in difesa del po­tata temporale, al ruolo assunto dall'Italia che ara divenuta, nel Mediterraneo, rivale della Francia (v. pp, 14, 57, 86, 119, 139, 145-146). L'autore nota che a a causa della prosa . della Tunisia o della Triplico i rapporti tra i due paesi non erano buoni a (v. p. 145), Questo inizio aambra preannunziare uno spassionato esame dei fatti; invece successivamente, Ro­mano, seguendo revolverai degli avvenimenti, fa ricadere su Cri spi ogni colpa (v. pp. 147-131). riconducendo il giudizio storico ad una visione individualistica, insostenibile special­mente dopo la pubblicazione dei Documenti Diplomatici Italiani. Perche non accennare al protezionismo che influenzava la politica commerciale dei due paesi? Dorante le trattative, Crùpi diede prova di tolleranza, dichiarandosi disposto a stipulare, in attesa di quello defi­nitivo, un trattato provvisorio che lasciasse fuori to voci controverse.1) Sapeva che della rottura doganale l'agricoltura meridionale, già in crisi, avrebbe risentito gravemente. Natu­ralmente gli interessi che la tariffa doganale del 1887 aveva tutelato, non potevano esacre ignorati. In Francia si desiderava un semplice ritorno al trattalo del 1881; il parlamento era per lo più costituito da protezionisti e tali erano il ministro del Commercio Dautresme, avverso alla conclusione di un trattalo con l'Italia4) e Meline, autore della futura tariffa del 1892 (decisamente protezionista), il quale proprio nel febbraio 1888 era presidente della Commissione delle Dogane, incaricata di fiasare o proporre al parlamento il dazio sui boz­zoli e sulle sete greggio e torte.
Per Romano. Grippi intendeva attuare una e politica autarchica (p. 148) ma il con­cetto di autarchia presuppone una completa autosufficienza nel settore della produzione agricola e industriato e chiusura ad ogni specie di trattalo commerciale. Lo statista sici­liano non tutelava solo gli interessi dolTindusiria del Nord, come sostiene Romano, ma
0 L. A VACUALO, op. cit., pp. 216-244.
a> R. Moni, La politica..- cit., p. 153 e sgg.
*) Crispi a Mcnabrm, Roma 10/12/87, TAU., in Documenti* Diplomatici Italiani, Serie II. voi. XXI (31 luglio 1887-31 marzo 1888), p. 337; Crùpi a Mcnabrca, Roma 13/ 12/87, D.n.. ivi, p. 356; C/ÌSJM a Mcnabrca, Roma 25/1/88, T. 56. ivi, p. 421; Crùpi a Menabreoy Roma 4/2/88, T. 102, ivi, p. 466.
*> Lussata a CrUpi, Padova 18/10/87, L.p., ivi, p. 201.