Rassegna storica del Risorgimento
MUSEO DI RIVOLI VERONESE
anno
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1974
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pagina
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471
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Libri periodivi
471
C lauti, L'Africa fialai cosciensn riirnjftfi * liMpvnafJsm* iuilu,<,<, (Storili, !)( ...,..,li Gufala. 1973. Ui 8*. VII. 578, S.p.
Tra I numerosi ludi elio recentemente hanno affrontalo 11 tema della oostra vl<da coloniale e, più ili iene-tate, della complaaM rclurioul ini* mirranti Ira Europa ed Africa dairttOO Ut ii, aurato nuovo volume di Carlo /aghi murila una particolare segnalazione. Si Italia di una raccolta di <>;*'.'> in parlo già pubblicati, come quello u ManelUt l'Etiopia nel giudizio di Kerdlnando Martini (pp. 307-345), o quello sulla a PoUtloa del* t Apartheid nell'Africa dal Sud, ad lo porta nuovi. Il lungo atudio die apra U volume e appunto uno di quatti s al Intitolo, L'Africa aeJJa conoscenza o nella coseimza dell'Occidente a, I
Attraverso la ricostruzione dell'evolve! dell'idea di Africo nello cultura occidentale, Zaghi intende evidenziarle una certa Indifferenza culturale dall'Europa a civile .-. pei confronti della realtà africana non eoi sotto il profilo contato del pregi UMIVQ ergersi di barriere culturali eurocentriche tra i due continenti nel cono dell'età, moderno, rot onebe da un punto dì vieta strettamente gnoseologico, attraverso lo atudio della atoria dello esplorazioni africane, a Mentre all'alba dell*800 egli scrive , l'America e l'Australia erano esplorato do cima a fondo, l'Africa dia porta dell'Europa, conosciuta da decine e decine di secoli, era ancora un mistero e ristagnava nell'indifferenza. Come ara possìbile ciò? * (p. 3}. L'interrogativo sottolinea, nella sua esse n ri alila, una questione storiografica molto complessa dì cui rare volte gli storici condizionati dai parametri dcll'curoccntrumo hanno preso coscienza, ma che, a beo vedere, si presenta oggi determinante per una approfondita e non schematica discussione sull'imperialismo europeo nell'età con temporanea.
Consapevole dcUiroporlanza dalla questione sollevata l'autore ai impegna a fondo nella ricerca di una risposta adeguata, evidenziando, nell'ambito di varie epoche storiche, accanto al progredire o al regredire delle conoscenze geografiche sull'Africo, le trasformazioni ideologiche che l'idea dell'Africo viene subendo. Così, attraverso il ricorso alle fonti più disparate, Zaghi riesce a delineare un quadro denso ed approfondilo di alcuni aspetti delle relazioni culturali tra ì due continenti, una atoria, questa, in gran parte ancora da acri vere, ma che si rivela indubbiamente condizionata, come egli sottolinea, ònU'offcrmanii e dal perdurare, dopo la diffusione del Cristianesimo, di superstizioni e di miti che, nella cultura dell'Occidente mcdìoevalc, sostituiscono gradatamente le curiosità e gli Mintoli con cui il mondo greco-romano si era avvicinato al continente nero, distruggendo un patrimonio di nozioni scientifiche che sarà ricostruito e potenziato dagli arabi, ma che lentamente, e comunque senza la eteesa disarmala disponibilità intellettuale degli antichi, verrà ricomponendosi aeua coscienza dell'Occidente durante l'età moderna. T recenti spesso tragici contatti tra europei ed africani, intensificatisi dal secolo scorso in poi sotto la spinta imperia-Ustica, si svolgono sulla base di giustificazioni ideologiche che, se hanno sostituito le superstizioni ed i miti medioevali, ai rivelano per l'Africa non meno dannose delle oscure paure che accompagnavano i portoghesi e gli olandesi nella loro opera di rapina.
Un diacono di tal genere, pur ristretto volutamente nell'ambito delle componenti ideologiche dell'imperialismo, fornisce uno stimolante contributo all'attuale discussione su questo fenomeno, una discussione cut Zaghl dedica gli altri due ampi saggi che completano la parie nuova del volume.
Nel saggio intitolato, L'ultimo Criapi tra autoritarismo e Imperialismo , viene sostanzialmente ripreso il giudizio gramsciano che vide nella politica africana del Siciliano, a un imperialismo passionale, oratorio, senza alcuna base economico finanziaria {Il Risor-gùnenfo. Uomo, 1967, p. 73), ma pur sottolineando in tal modo l'atipicità dell'imperialismo italiano di fine secolo rispetto all'espansione coloniale delle potenze europeo, Zaghl ne riconduce almeno uno degli elementi ad una dimensione più ampia in cui il tentativo di espansione africana dell'Italia in Etiopia viene ricollegalo alla situazione economico-sociale del nostro Paese. Accanto alia passione nazionale di Criapi e la spinta militaresca predatrice e sopraffattrlee che l'accompagna e la sostiene e in un certo momento prende il sopravvento su di lui (p. 257). Sono i militari osserva ancora Zaghl a premere sugli ambienti civili della Consulta, restii ad Impegnarsi a fondo In Etiopia dopo l'occupazione di Kerrn e dell'Asinara; ad impone alla colonia Eritrea, più per ragioni strategiche