Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO DI RIVOLI VERONESE
anno <1974>   pagina <472>
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UbH o iwrlodiei
ed offrnaWa ohe iti itile**, il Unto discusso oonAns dal Mumlt-Ilnu-MUIM. In Vuulrwl'i tuo quali espresso nel trattelo di Urclallt sullo base dell'uri poédsUtU, li* dova* far aenv Un 1 api abissini 4 nllnrmnr.i Menellk e <i. 25 li). In questa prospettiva la pollile* aoio-niala JelTultimo min Intoni Criapl, alla viglile 41 qualla eli* l'autor* definì***, sulle armm 41 un giudizio 4l Turati, coma unii a saluta sconfitta a, acquista il tragico risalto 41 uuVwcniurn giocata al 4annl dal Patos. B quatto giudizio elio lima conferma la recenti lavori raro* quello 4al Roehal, auU*lnoiùVnia dal potere militare aulla vini politica 4 .<.-'j nautica Unitomi, viene giustificato da /aghi ni In luce dal risultali 41 un'ampia ricerca da lui da poco compiuta nullo complesse vicenda Internazionali che precedono Adua (/ Hussi in Etiopia* Napoli, Guida* 1973, voi. 2") e che documenta il fallimento del In politica **fsg dell'ultimo ministero Crir.pi, incapace di coglioni la Matanjslall modificazioni avvenute ad sistema degli equilibri internazionali all'Indomani dalla deposizione 41 Buuoarck>
RicoUcgabue a questo diacono e comunque non meno critica 41 questo vano 1 vel­leitarismi le impxovvùazioni della noetra politica coloniale è l'analisi che Zughi dedica lairìmncrialUmo fascista. Da questo punto di vista la sua interpretazione si colloca nell'am­bito del filone Monografico che potremmo definire aalveminiano o nbenjl-dcmocratico frfr. J. PGTKHSK.N, La politica estara dal fascismo coma problema storiografico, in Starla contem-paranco, 1972. n. 4, p. 671), ma solo fino ad un certo punto. Piuttosto, infatti, che soffer­mano' sullo motivazioni psicologiche o oggettive che Influiscono sull'impresa etiopica egli precisa la comico storica in cui essa ai svolge, delineando un panorama del processo di deco­lonizzazione europea, per poi passare ad analizzare, nella parte Corse più interessante del saggio. D funzionamento del meccanismo coloniale fascista, e Per giudicare la politica colo­niale di un Paese osserva Zaghi , è necessario penetrare nelle strutture legislative ed amministrative della colonia, nei suoi ordinamenti sociali, culturali, fondiari e giudiziari, studiare il problema dei limiti dell'autorità dello Stato colonizzatore e della partecipazione in­dìgena all'amministrazione della colonia nonché quello dello equilibrio tra gli interessi dello Stato occupante e quelli più Renerai! delle popolazioni sottomesse > (p. 522). E applicando questi criteri allo studio della politica coloniale fascista egli al sofferma cosi sulla politica fisca­le verso le popolazioni indìgene, aumentata notevolmente e rispetto a quella dei governi libe­rali-democratici dell'immediato dopoguerra (p. 528), sullo differenze tra l'agricoltura degli indìgeni e quella del coloni italiani, sulla politica scolastica nei confronti delle popolazioni di colore, sul massacri dello popolazioni indigene perpetrati dal fascisti, sulla politica e raz­ziale a instaurata in colonia e su altri aspetti della colonizzazione fascista, come quelli degli investimenti di capitale nelle colonie e del mancato ritrovamento del petrolio lìbico. Ne risulta in complesso un quadro ricco e stimolante della vasta materia affrontata, nel quale vengono poste problematicamente molte questioni che meritano di essere organicamente affrontate dalla nostra storiografia e che è merito di Zaghi di aver sottolineato al di là di ogni schematismo ed accademismo; un invito, dunque, a riconsiderare- la storia della no­stra politica coloniale, che va senz'altro accolto e sviluppato.
PAOLO FRANCASTI
MARIA GARBAR I, Vittoria da Riccabona (1844-1927). Problemi e aspetti dal liberalismo trentina; Trento, Società di Studi Trentini di Scienze Storiche, 1972, in 8", pp. 224. S.p.
Reagendo all'impostazione di buona parte della storiografia che, per un malinteso senso dell'italianità, tende ad enucleare dalla storia del Risorgimento trentino la sola com­ponente irredentistica, la Garbari propone un quadro più articolato e sfumato dove le diver­genze pur esìstenti tra le forze politiche ai rivelano meno marnate ed irriducibili.
Inaccettabile e considerata, quindi, la contrapposizione a quasi manichea dei concetti di irredentista e non irredentista e perciò di italiano e austriacante a (p. 33), proprio ap­profondendo i motivi di fondo che ispirarono il liberalismo trentino dal 1848 in poi e che ai concretizzarono prògm mmaticamente nella indisgiungibile unità fra liberazione nazio­nale e liberazione politico-sociale , anche so diversa risulti la possibilità pratica di at-tuaziooo di questo ideale di massima . E questo perché ai opero in un contesto in cui era