Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO DI RIVOLI VERONESE
anno <1974>   pagina <476>
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Libri a piitiaillri
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FIMO ZAHA
FABIO GBAM, Il trmmonto oVUVrà ztaUHUuu* nd SoUntoi Bari, Litom. 1973, pò. 372. L. 5.000.
Nel momento in cut da più parti ai prospetta la nccvatlla di rivalutare fa storie locali Uadispcnseblll per cogliere in maniera articolala lo a pul*a/JoaJ della vita poliiico-ajnmini-atrativa della naxionv , particolarmente opportuno giunge quatto volume di P. Gratti ralla fino del perìodo gtoUtuAno nel Salerno.
Dall'angolo visuale della vecchia provincia di Lecce che nell'epoca di cui ai hallo comprendeva anche quella di Taranto a di Brinditi, costituendo una vera e proprio entità amministrativa parata dalle altre due Puglie, l'A. al propone di cogliere, ad quadro del più vanto fenomeno della criai del aiatemt giolittiano, il procctao attraverso cui lo strutture dello Stato liberale giunsero alla decompotizione a, enucleando come momento centrale di quale processo il perìodo che va dal 1911 al 1013 tra la guerra di tibia e l'Intervento.
L'angolatura provinciale della ricerca permette al Gratti di individuare facilmente le motivazioni, non soltanto psicologiche, dell'ondata di consensi auscitati dalla guerra ài Libia anche in una regione tradizionalmente aliena da simpatie coloni aliato come quella talentine. L*imperìali*mo italiano, infatti, alimentato dalle attratte speranze dì coloro che vedevano nella guerra di Libia un'alternativo allo scontro di classe e nell'attunrione di un ruoto coloniale lo sbocco economico e demografico di una situazione di isolamento secolare, era strumentalizzato anche dal clero e dalla stampa cattolica, solo in rif" parte animata da zelo missionario e volta per U retto a difendere gli interessi della finanza vaticana che ncU'imprcsa auspicava il coronamento dalllnnltrazione finanziaria e commerciale del Banco di Roma in Libia. Nel quadro dell'avvenuta compenetrazione tra passione nazionalistica e furore religioso favorita dall'impresa di Libia, si Operò facilmente lo manovra politica giolittiana dell'alleanza tra moderati e clericali sancita dal patio Gentiloni. Manovra questa che secondo l'A. segna l'inìzio del tramonto dell'età, giolittiana nella misura in cui vanifi­cata la possibilità di un incontro tra Uberalùmo avanzalo e socialismo, la maggioranti gio­littiana divezza tempre più succube dettnlloanza eoi partito elerioalo.
Vincìdeaza politica che il patto Cendloni ebbe anche nel Selento pub giustamente essere considerata deU'A. una conferma del clamoroso, anche te non ammesso da parte libe­rale, capovolgimento dei rapporti di forza tra liberali e cattolici; tu un terreno così prepa­ralo, la elezioni del '13 a suffragio universale, non potranno che rendere ufficiali nel Se­lenio come in altra parte d'Italia la consistenza del voto cattolico e la tribuurietà del par­tito liberale nei confronti dell'appoggio delle organizzazioni elettorali clericali.
In questo periodo, negli anni cioè del Patto Gentiloni e della concessione del suffra­gio universale, il limite più grave di Giolilti. fu,... secondo l'A, non aver creduto abbastanza nella possibilità di ottenere un mutamento facendo perno sulle forze popolari od eserci­tando, in atleta di una presa di coscienza dei contadini, una funziono trainante tal si-atema. Lo levo suffragio universale nel momento e nelle condizioni in cui fu concetto non sollecitò certo li Paese aU'acquiato di una coscienza democratica e neppure significò u rafforzamento del regime parlamentare. I moderati, infatti, reti ciechi dal tradizionale otti-inumo non vollero arrenderai dinanzi all'evidenza del profondo mutamento che ti era deter­minato nel campo cattolico e non seppero o non vollero renderti conto che soltanto un'or­ganizzazione capillare e una rigida disciplina di partito potevano compensare le tecniche di irreggimentarjone cattoliche ben più efficaci dell'individualismo liberalo e solo provvisoria­mente bilanciate dall'azione dei mazzieri del primo ministro nei collegi del sud e dai suoi ascari in Parlamento.
Che 11 suffragio universale avesse alteralo al di là delle previsioni di Giolilti, il tuo gioco politico apparve tubilo chiaro anche nella regione aaleutina. La borghesìa agraria, che sembrava aver perso il tento delle dimensioni intermedie arretrando su poti-