Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA OPINIONE PUBBLICA 1858; GIORNALI FRANCIA 1858; ORSINI F
anno <1974>   pagina <504>
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Paolo Pompili
un vecchio ed organizzato partito, tanto che, e sono solo due tra i numerosis­simi esempi, l'Imperatore non amava affatto la definizione di homme-politi-que* e un uomo come Billaut, di chiaro passato orleanista, poteva guidare il Ministero degli Interni. *) Questo regime dalle basi così fragili aveva ricevuto, secondo un pubblicista e uomo politico come Granier de Cassagnae,2) fin dal suo sorgere un potente e involontario sostegno da ogni attentato effettuato con­tro l'Imperatore. Le cospirazioni si rivolgevano contro i democratici stessi in quanto servivano a mostrare colla loro frequenza come Luigi Napoleone fosse considerato il pivot dell'ordine sociale di tutta l'Europa e, in Francia, esse erano la preziosa garanzia di potere per quel gruppo di uomini, Persigny, Morny, Baroche, Troplong, Fould, cbe da anni lo circondava e che voleva man­tenere le sue posizioni di privilegio, sia attraverso la benevolenza imperiale, sia servendosi di un'altra arma, arma a cui Napoleone III doveva il suo successo e a cui era particolarmente sensibile, l'opinione pubblica, di cui già durante la campagna elettorale del 1852 l'allora ministro degli interni Morny ( la testa più sensata dell'Eliseo , per l'ambasciatore austriaco Joseph von Hiibner3)) rivelava ai prefetti di polizia nelle sue circolari l'enorme forza politica rispetto alle consuete vie aiuministrative: Avec le suffrage universel il n'y a qu'un ressort, ressort immense qu'aucune main ne peut comprimer ni détourner, c'est l'opinion publique.4)
Il conte di Morny aveva ragione e così come nel '52 il Corpo Legislativo francese contava solo otto deputati contrari al partito napoleonico, anche nelle elezioni del giugno del '57 l'opinione pubblica sanzionò il trionfo dei bonapar­tisti, trionfo ancor più netto se si pensa cbe il nuovo Corpo Legislativo contava solo cinque deputati ostili. Ciò nonostante si trattò di elezioni detestables, e questo perché les Cinq, come subito li definì l'opinione pubblica, facevano parte di liste democratiche, ed erano stati eletti tutti nelle circoscrizioni di Parigi, mentre nel 1852 i democratici eletti erano stati soltanto due, Cavaignac e Hénon, quest'ultimo a Lione. Quindi, mentre i partiti orleanista e legittimista si erano sfaldati (neanche il più noto degli orleanisti, Montalembert, era stato rieletto) il partito democratico era rimasto in vita concentrando tutte le sue forze a Parigi, e se i deputati eletti erano moderati, ciò non significava che gli estremisti fossero tutti scomparsi. In molti borghesi tornava alla memoria, ma solo per essere criticata, l'eccessiva clemenza che l'Imperatore aveva mostrato verso i nemici del regime nel 1853, al tempo delle commìssions mixtes e, so­prattutto, dopo l'attentato Orsini, il generale Espinasse diventava quasi un pro­feta per le critiche che a queste commissioni e alla benevolenza imperiale, egli aveva rivolto : ... Puissent-elles ne pas se repentir d'avoir laissé échapper une occasion nnique de desorganiser l'anarchie.5) In questo preciso momento
0 Napoleone IH era cosciente di questa mancanza d'omogeneità politica e in una sua riflessione cosi affermava: On se plaint que les choscs n'aillent pas tout droit dans mon gouvernement. Comment en scrait-il autrement? L'imperatrice est legitimiste, Morny est orlcaniste, je suis rcpublicain. Il n'y qu'un bonapartistc, c'est Persigny et il est fou . DAN SETTE, Du 2 Decembre cit., p. 113.
2) ANDRÉ GKANIEII DE CASSAGNAC, Souvenir* du Second Empire, Paris, 1884, voi. ITI, pp. 90-101.
3) HiJBNEn, op. cit., p. 86.
4) PIERRE DB LA GORGE, Histoire du Second Empire, Paris, 1894-1904, voi. I, p. 53.
5) p. DE LA GORGE, op. cit., voi. I, pp. 23-24. Il generale Espinasse ebbe poi modo, dopo l'attentato Orsini, di revisionare le decisioni prese da queste a commissioni miste