Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA OPINIONE PUBBLICA 1858; GIORNALI FRANCIA 1858; ORSINI F
anno
<
1974
>
pagina
<
506
>
506 Paolo Pompili
rimasti e gli orleanisti del Guizot.1) A tutti questi si aggiunsero pei gli anarchici la cui tribuna era, soprattutto, Londra. Così, mentre il quasi generale e profondo sentimento di soddisfazione provato dal paese per lo scampato pericolo dell'Imperatore ai manifestava nelle clamorose acclamazioni di giubilo rivolte dalla folla ai sovrani durante le passeggiate lungo i boulevards parigini nei giorni immediatamente seguenti all'attentato e nei numerosi Te-Deum di ringraziamento celebrati in tutte le chiese di Francia e mentre più energicamente, ma molto più pericolosamente, l'esercito manifestava il suo attaccamento all'Impero,2) il 17 gennaio sulla repubblicana Revue de Paris e sul giornale legittimista e antimperialista Le Spectateur venivano pubblicati due articoli attaccanti Napoleone III, articoli pieni di nostalgia per due sistemi politici che il regime imperiale aveva definitivamente distrutto, l'uno, e finché la coscienza pubblica non avrebbe cominciato a mostrarsene degna, l'altro.
Portavoce degli anarchici si faceva da Londra Felix Pyat, che in un suo opuscolo pubblicato subito dopo l'attentato, difendeva il diritto di cospirazione contro l'imperatore francese.3) Fu la pubblicazione di questo opuscolo, più che gli articoli dei due giornali, che, d'altra parte, Billaut propose di sopprimere immediatamente,4) insieme con il terrore e l'odio contro gli anarchici, a
t) Tentativi insurrezionali si ebbero, infatti, dopo l'attentato, in diverse parti della Francia, particolarmente nelle regioni centrali. Su queste rivolte vedi CHARLES DE MAZADE, Chronique de la quinzaine, in Revue des Deux Mondes, 15 marzo 1858; e R. BONTADINI, Vita di Francesco Arese, Torino, 1894.
2) Le J4dresses dei colonnelli furono infatti pubblicate sul Moniteur Universe! e su altri giornali governativi. Così, nella polemica franco-inglese, alla diplomazia si aggiungeva l'esercito, e si sa bene che esso non ha la pazienza dei diplomatici nel risolvere le questioni d'urto tra due Stati. Ben sapeva ciò l'ambasciatore del Belgio che il 20 gennaio scriveva al proprio ministro: ... Il pubblico inglese, nella sua indignazione contro gli assassini italiani arrestati a Parigi, è favorevole ad approvare certe misure coercitive contro i loro complici in Inghilterra, ma se la Francia volesse esercitare una pressione troppo forte e si mostrasse troppo esigente si verificherà presto una forte reazione nell'opinione... , in MARIO BATTJSTINI, L'attentato Orsini nei documenti e nella stampa del Belgio, in Rassegna storica del Risorgimento, a JQI (1935), pp. 524-525.
3) H titolo dell'opuscolo di Pyat è Lettre au Parlament et à la Presse, Londra, 1858. *) L'ambasciatore austriaco Hiibner riteneva che Billaut avrebbe dovuto fare molto
di più che sopprimere i due giornali. Dato che essi erano di poco conto, avrebbe potuto e dovuto sopprimere anche il giornale Le Siede. Scrive infatti nel suo Diario: ... Le Siede è il solo giornale che sia molto letto in Francia, ed è un giornale detestabile; eppure si permette che continui impunemente a schizzare veleno... , HUBNER, op. cit.t p. 507. In realtà, pare che il giornale fosse meno pericoloso di quanto l'ambasciatore austriaco affermava. Infatti per poter sopravvivere, il giornale, che per la sua grossa tiratura rappresentava un vero affare finanziario, fu protetto dallo stesso Morny, che però impose al direttore di fare del giornale il portavoce di una ben moderata critica di qualsiasi dinamismo politico. E tale infatti ce lo presenta Ludovic Halévy nell'introduzione dei suoi Carnets: oc ... jamais une phrase ne sort de ce program me admirablement respeeté: ètre bète toujours, bete à tout prix, bète à tout jamais, afin de plaire à la masse qui est idiote... Havin [il direttore del giornale] a fait ce miracle... , in LUDOVIC HALEVY, Carnets, 20 ottobre 1863. Riporto qui un altro curioso aneddoto riguardante il giornale, anche perché al Siede è associato il nome di Garibaldi. Prévost Paradol scriveva il 27 maggio 1860 sul Journal des Débats: r... On ne peut dono exagerer la puissance du Siede, ni trop évi ter de lui deplaire. On m'a conte qu'au commencement de la dernière guerre, Garibaldi, entrant dans je ne sais quelle ville, fut salué par les acclamations de la follie: C'est l'homme du siede , criait-