Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA OPINIONE PUBBLICA 1858; GIORNALI FRANCIA 1858; ORSINI F
anno <1974>   pagina <508>
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Paolo Pompili
litare al governo si affrettò a inviare circolari ai prefetti sul come compor­tarsi per distruggere ogni focolaio di resistenza al potere centrale: ...Il est temps que les bons se rassurent et que les méchants tremblent... .l) Magica formula repressiva identica a quella di cui si era servito nel 1849 l'allora pre­sidente Luigi Napoleone, e con la quale il ministro generale sperava poter ri­solvere, come era accaduto nove anni prima, tutti i turbamenti politici sorti nella società francese così improvvisamente.
In questa atmosfera reazionaria non era certo ideale la situazione degli esuli italiani che si trovavano in Francia e che la polizia usava schedare, come faceva, del resto, per i rifugiati politici di tutte le altre nazionalità, per poterli facilmente sorvegliare. Ecco, per esempio, quello che uno di questi esuli, Fran­cesco Dall'Ongaro scriveva da Parigi a Luigi Pianciani: ... Qui furono inquisiti tutti gli Italiani di conto. Presero le mie lettere e ritennero le tue per due ragioni: e per il nome che hai e per la scrittura non facile a decifrarsi... . Quod ignorant, hlasphemant , sintetizza l'esule, che poi concludeva : ... vi­viamo come in tempo di terremoto... Non mai la nostra posizione fu si pre­caria... .2) in tutt'altro ambiente si aveva la stessa consapevolezza: ...L'indi-gnation ici contre les refugiés est à son comble... scriveva infatti l'imperatrice Eugenia a sua madre il 20 gennaio, concludendo poi che l'emozione delle bombe era stata un utilissimo farmaco contro una fastidiosa tosse che l'afflig­geva da molti giorni: ... mais depuis ce jour je me porte tout à fait bien... .3)
questo, infatti, il periodo di più pesante reazione toccato in Francia in seguito all'attentato. In politica estera corrisponde ai momenti più critici delle relazioni con l'Inghilterra e il Piemonte. Sempre in politica estera hanno in questo momento particolare interesse i rapporti col Belgio, sia perché in questa nazione vi erano numerosi esuli politici, sia perché era stata la via per cui erano passati gli attentatori. Mario Battistàni, nel già citato lavoro, ci dà un'am­pia relazione di questi rapporti. Sappiamo, dunque, come il governo francese facesse pressione su quello belga affinché quest'ultimo eliminasse i giornali di ispirazione democratica e così Nicolas Coulon, Giovanni Brismé, Vittorio Hal-laux, direttori rispettivamente di Le Proiettóre, Le Drapeau e Le Crocodìle, ve­nivano condannati a vari mesi di reclusione e i loro giornali eliminati. In più il governo belga dovette impegnarsi nella persecuzione degli esuli politici, francesi e italiani in primo luogo, per soddisfare ancora il governo francese, il cui ministro degli esteri Walewski aveva mandato una nota all'ambasciatore francese in Belgio nella quale chiedeva appunto questo intervento e apertamente così concludeva : ... Le cabinet de Bruxelles montrera tout l'impressement et tout le bon vouloir desirables à nous offrir les garantìes de sécurité que l'opi-nioon reclame .4)
dall'incarico di prefetto di polizia dalla dura mano del generale, a cui pero venivano già chieste le dimissioni il 25 maggio: Ministro ritornerà un civile e la Loi dea Suspects verrà applicata con sempre minor vigore.
1) Le Moniteur Universe 9 febbraio 1858.
2) Dall'Ongaro a Pianciani, 20 gennaio 1858 in Carte Pianciani , Archivio di Stato di Roma. La lettera è riportata nelle Memorie politiche di Felice Orsini, a cura di A. M. GHISALBERTX, Boma, Capriotti, 1946, p. 15.
3) Lettere di Eugenia pubblicate dal DUCA D'ALBA, in Revue des Deux Mundes, 1932, tomo V, p. 273.
4) BATTISTINI, op. cit., p. 511.