Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA OPINIONE PUBBLICA 1858; GIORNALI FRANCIA 1858; ORSINI F
anno <1974>   pagina <509>
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L'attentato dì Felice Orsini
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Quanto alla politica interna, a parte ciò che si è già detto, possiamo anche accennare al carnevale del 1858, che fu uno dei più brutti carnevali parigini, per la paura che il lanciare i solili scherzi potesse condurre in prigione, come il prefetto di Parigi avvertiva in una sua circolare; divieto e circolare inutili, affer­mava Le Charivari, e da vent'anni in disuso:J) le bombe lanciate il 14 gennaio avevano avuto la loro ripercussione anche sulle feste di carnevale
Non si deve, però, credere che tra gli stessi membri del Corpo Legislativo non ci fosse alcuna resistenza al sistema di repressione che si voleva attuare: Eniile Ollivier era il capo di questa resistenza che voleva moderazione nella repressione, ottenendo con questo suo atteggiamento un notevole successo pro­prio nella discussione sulla Loi des Suspects <s... Pai réussi au de là de tonte eeperance. annota lo stesso Ollivier nel suo Journal, in data 18 febbraio On m'a écouté avec passion... , continua, sottolineando il fatto di essere riu­scito a mettere in imbarazzo addirittura un bonapartista come Granier de Cas-sagnac,2) E questo suo successo si completò nei giorni seguenti, grazie alle feli­citazioni che ricevette da parecchi membri del Corpo Legislativo. Qualcuno di essi ebbe il coraggio di farlo pubblicamente, mentre il vecchio Montaiemberi mostrò per lui una pericolosa simpatia, ma l'Ollivier seppe allora ben destreg­giarsi: criticò quel tanto che era necessario il divieto di pubblicare i suoi discorsi, che il Moniteur Universel aveva resi noti mutilandoli, ma restò al di fuori del processo Orsini.3) I moderati, come appunto Eni ile Ollivier, basavano le loro idee di opposizione all'irrigidimento delle libertà costituzionali che stava avvenendo in Francia sul fatto che l'attentato era stato preparato all'estero e compiuto per di più da stranieri: i Francesi, dunque, non dovevano risentire i contraccolpi del 14 gennaio : ... l'attentat l'est pas un crime franc,ais... 4) si affermava. Ma a questa tesi veniva risposto che era cosa quanto mai assurda credere che ... des conspirateurs émérites à la fois si habiles, si audacienx, si expérimentés, eussent manqué dans cette circonstance de la prevoyance la plus vulgaire... , l'imprevidenza, cioè, di lasciare completamente all'oscuro di quan­to si andava tramando i loro furets et arnis di Parigi.s)
Vi era poi l'opinione pubblica, la cui coscienza ... profondément atteinte et blessée, éprouve un anvincible besoin de se sou lager par ces protestations énergiques; non seulement elle voue à la honte et a l'infamie les misérables assassina, mais elle repousse avec effroi l'execrable pensée qui les animait et Fabominable doctrine dont ils sont les instruments... .6)
Quindi una cosi forte volontà di repressione non poteva essere in nessun modo trattenuta. I moderati si dovevano render conto che tutti i crimini di tal genere, facevano parte di un vasto e perseverante complotto tendente a turbare la pace pubblica. Le leggi repressive erano perciò necessarie per sventare que­sti crìmini e per punire come meritavano i rivoluzionari; e proprio in Francia si doveva usare la massima energia, perché essa aveva una missione da com­piere in Europa e nel mondo: la Francia ... fot créée pour étre puissante dans l'intérét de l'human.ité. L'Empire la rend Ielle: de là sa légitianité, de là Firn-
1) 13 febbraio 1858.
2) EMILE OLLIVIER, Journal, Paris, 1961, voi. I, pp. 318-319.
3) /vi, p. 320.
*) R. LQUBET, Les ancien patti et Vattentai du 14 janvier 1858, Paris, 1858, p. 6.
5) Ivi, pp. 7-8
6) L'Ami de la Religion, 19 gennaio 1858.