Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA OPINIONE PUBBLICA 1858; GIORNALI FRANCIA 1858; ORSINI F
anno <1974>   pagina <512>
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Paolo Pompili
efforts pour munnurer encore sea chants, un moment interrompus, et dont la voix espira sous le eouteau. OrBÌni, qui jusque-Ià était reste silencieux, s'est alors écrié: Vive l'Italie!, vive la France, puis il s'est livré aux exécu-teurs... .l)
Questo resoconto degli ultimi momenti di Orsini ha, nella sua semplicità, qualcosa di drammatico che dovette per forza colpire i Parigini che assistevano all'esecuzione spintivi non certo da odio, o meno che mai disprezzo verso gli attentatoli. Ecco, infatti, come Daniel Stern descriveva a Emma Herwegh quel­l'episodio: Dix mille hommes de troupes empèchaient le peuple d'approcher, mais plusieurs étaient montés sur les arbres, et à un signal qu'ils ont donne pour annoncer le moment suprème, la foule qui remplissait les rues avoisinan-tes, s'est découverte avec respect et dans un profond silence... :2) l'odio per gli autori della strage di me Lepelletier si perdeva nell'enorme curiosità, inte­resse, e addirittura ammirazione che sempre più veniva concentrandosi su Orsini.
Lo stesso Procuratore Generale, in un suo rapporto del 6 marzo al Ministro della Giustizia, parlava dell'enorme interesse suscitato dal meldolese : ... Je sais, Monsieur le Garde des Sceaux, scriveva infatti qu'à de certaines per-sonnes Orsini a in spire quelque pitie, je pourrais presque dire quelque intérèt. On a été à la Cour d'Assises comme au théatre pour y chercher des émotions; en un moment, comme il arrive trop souvent en ces sortes d'occasions, on a ouhlié le crime, son horreur, ses résultats, la nécessité d'une punition exem-plaire, et on aurait voulu ne pas prendre Orsini au mot quand il semblait fair e à l'audience le sacrifico de sa vie... x3) L'interesse di cui parla il Procuratore Generale si estende anche in Stati non europei, come ad esempio l'Egitto.
Scrive, infatti, Ersilio Michel: ...Un po' da per tutto, anche in regioni lontane, si fece sentire il contraccolpo della riprovazione dell'attentato e delle misure di rigore adottate dai vari governi d'Europa contro democratici, repub­blicani e rivoluzionari. Ma, più. forse che in qualunque altro luogo, nell'Egitto, dove gli emigrati italiani erano più numerosi e apparivano anche più irre­quieti ... .4) Così, mentre da una parte, l'attentato servi a far mettere final­mente in atto il tanto discusso Réglement general concernent la police des étrangers , dall'altro offrì l'occasione propizia agli esuli politici, quasi tutti repubblicani, per manifestare il loro odio verso Napoleone III. Si inneggiò pub­blicamente ad Orsini e alla porta del Consolato francese al Cairo venne affissa una parodia del Pater noster per lamentare che fosse fallito il colpo del meldo­lese e per esprimere la speranza che un altro prossimo attentato avesse l'esito desiderato. Agitazioni più turbolente si ebbero ad Alessandria anche perché capo della polizia locale era stato nominato un francese, Le Genissel, malvisto da diversi Consolati, tra cui quello austriaco e quello sardo. Furono stampati e affissi lungo le strade manifesti che attaccavano violentemente Napoleone III5)
*) DANDBAUT, op. alt., pp. 98-99.
2) A. Li)zio, Felice Orsini e Emma Herwegh, Firenze, 1937, p. 113.
3) GRECOIRE MORGULIS, Autour de l'Attentai d'Orsini, in Eludes Italiennes, a. XTV" (1931), p. 129.
4) ERSILIO MICHEL, Disordini ad Alessandria d'Egitto dopo l'attentato di Felice Or­sini (1858), in Rassegna italiana, n. 181, giugno 1933, p. 1.
5) Sul contenuto di questi manifesti, vedi MICHEL, op. cit., p. 5.