Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA OPINIONE PUBBLICA 1858; GIORNALI FRANCIA 1858; ORSINI F
anno
<
1974
>
pagina
<
516
>
516 Paolo Pompili
di Felice Orsini, sono da ricercare nella profonda impressione suscitata nel suo romantico animo dal nobile comportamento dell'attentatore : fu, scrive sempre il Dansette, quel suo aspetto di beau ténébreux, il suo passato di cospiratore, la tragica grandezza del suo comportamento di fronte alle proprie responsabilità, a colpire la romantica Eugenia, ed a colpirla a tal punto da farla continuamente parlare di Orsini, finché una sera son imperiai époux, jugeant qu'elle dépasse les bornes ajoute doucement: "Et maintenant il ne nous reste plus qu'à l'inviter à diner... " . 1
Su questo aspetto dell'attentato, noi possiamo trovare una quantità enorme di informazioni, leggendo diari, lettere, ricordi di diversi membri della Corte imperiale. Ecco, per esempio, il conte Horace de Viel-Gastel parlare nei suoi Souvenirs delle scene de sanglots et de larmes , fatte dall'imperatrice a suo marito per ottenere la grazia di Orsini. ... Mie dit que cette gràce porterait du bonbeur à son fils. L'Empereur évite le renouvellement de ces scènes et n'est pas fort satisfait qu'elles se passent devant témoins... . Per il conte, Eugenia a vraiment perdu l'esprit... Elle a pleure, supplì é à génoux pour obtenir la gràce. Elle admire Orsini, elle compte comme ennemis ceux qui sont opposés à cette gràce, et à Chaix, qui a prononcé le réquisitoire, elle a bien pu dire: ''Orsini n'a pas voulu assassiner l'Empereur des Frangais, mais l'ami de l'Empereur d'Autriche! ". C'est vraiment à confondre la raison... .2)
In realtà Eugenia non è quella romantica figura, sia in senso negativo sia in positivo, nata tra le pagine di romanzieri che si giovavano del suo riserbo per inventare, falsificare o insistere esclusivamente su sue amorose vicende. Non era assolutamente digiuna di politica: lo stesso eonte di Viel-Gastel ce ne dà una prova, inconsapevolmente, riportando la frase dell'imperatrice sopra citata. Ma il quadro diviene più chiaro nei colloqui sul Secondo Impero che, all'inizio del nostro secolo, ebbero la stessa Eugenia e Maurice Paléologue, che questi poi riportò nella Revue des Deux Mondes del 1928. Questo, però, non significa che, nel suo comportamento durante la vicenda Orsini, il cuore sia stato assente; anzi, direi tutto il contrario; basta leggere ciò che essa stessa narrò a Paléologue, in uno dei loro incontri. Gli parlò di un suo viaggio a Parigi e di essersi fermata, visitando un Museo, davanti a un quadro raffigurante l'imperatrice Giuseppina che implorava la clemenza di suo marito, Napoleone I. ... Cette scène-là, dit-elle, je l'ai jouée, moi aussi, après la condamnation d'Orsini ... . Ma mentre il duca d'Enghien fu condannato senza aver ucciso nessuno e senza alcuna garanzia di regolare processo, pour Orsini, au contraire, non seulement toutes les formes legales ont été observées, mais encore on a permis à l'avocai de prononcer le plus audacieux plaidoyer qui alt, peut-efcre, jamais retenti dans un prétoire. Et bien! malgré toutes ces differences; malgré qu'Orsini, loin de se dófendre, se glorifiàt de son crune, je fus profondement émue par la noblesse de son langage, l'béroisme de son attìtude, la supreme dignité de ses manières devant la Cour d'Assises. Croiriez-vous que j'en ai verse des larmes! . Aussi, après la condamnation, j'ai supplìé l'Empereur de faire gràce immediatement. Je lui répétais: "Non, tu ne peux pas envoyer cet
i) A. DANSETTE, Si la bombe d'Orsini avail tue Napoleon HI, in Les Annales, Paris, a. XI (1957), n. 82, p. 48.
2) HORACE DE VTEL CASTEL, Mémoires sur le rogne de Napoleon III (1851-1854), Paris, 1883, voi. IV, pp. 254-255.