Rassegna storica del Risorgimento

SALFI FRANCESCO SAVERIO
anno <1920>   pagina <208>
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CARLO NiUtRI
Popoli di Bossano, Corigliano, Castrovillar, Girò che più aspet­tate? (1).
Al Governo di Napoli la sollevazione dell'intera Calabria pre­meva no meno di quanto ne premesse la conquista al Buffo, che avuta tra le mani, con la valigia postale di Napoli, una lettera del Bisceglia a Pietro De fìoberti di Cosenza, s'era accertato che queste era la città centro del movimento repubblicano delle Calabrie (2).
Ma S'è difficile, per mancanza di notizie sicure, stabilire i rap­porti, se pur vi furono, tra il Saia e i patrioti Cosentini, dei quali parecchi erano stati suoi scolari o condiscepoli, il Vanni te essi (3), chiaro è però il suo atteggiamento nella Partenopea.
Ammaestrato dagli avvenimenti della Cisalpina, che ai primi dell'anno avevano suscitato, con la Società iifrdei Baggi un vigo­roso movimento per l'indipendenza d'Italia (4), il Salfi fu di quegli ardenti e onesti repubblicani, che, con Ignazio Oiaia, Laubert,; Man-
( 1 ) Collezione dei fogli votanti sugM avvéniménti "politici nel Segno di Nà­poli dal 1799 al 1848, voi. 1, foglio 99. La colleziono è conservata presso la Società Storica per le Provincie Meridionali. Il POMETTJ nel suo libro Yigtiena, Napoli, Pontieri, 1884, pag. 52, n. 1, riporta due brani del proclama e, man­cante com'è di firma e di data, lo dà per anonimo. Io non dubito di attri­buirlo al Salfi pel fatto che proprio lui tre anni e mesi prima era stato co­stretto come abbiam visto a fuggir la tirannia dei Borbone, a pere­grinare da Napoli a Genova, Parigi, Milano, Brescia, e, come cosentino, po­teva scrivere passo adesso alla cara mia Provincia di Cosenza. Nella sud­detta Collezione abbondano gli scrifiti rivoluzionari indicizzati ai Calabresi da' profughi delle Calabrie.
(2) ANDREOTTI, Storia dei Cosentini, voi. Ili, pagg, 85-86.
(3) Il Vanni di cui paria il Cuoco nel Saggio Storico, Laterza, Bari, 1913, pag. 182 e che Fausto Nicolini, che ha curato l'edizione, lascia senza nome (ofr. pag. 391) è certo il nostro Domenico.
(4);-CROCE* La Rivoluzione- Napoletana, pagg. 330-231. Il BENZI, nella Vie poliiirjue, pag. 26 alludendo forso alla società detta . dei Raggi scrive : Los patriotes do Ja républirme Cisalpine avaient été jbiièBì ceux du ìtffe moni trahis; tous les autres abandonnés. Los troupes Cisalpines, Qu*anì= maient encor le patriotisme et l'amour de la liberto, tous les hommes rocom-mendahles par leur talons ou par leur fortune, ayaieiit. :uré de oonoourir à la régónération de la patrie. Lorna rangs furènt marne grossis d'un grand nombre de patriobes francala, qu'ittdignaient les aotes du piructoire, Toutes les forces devaient se ranni) à Ancone, pour agir dans le cas ou l'anàéefran-caise serait obbligò d'abandonner .l'Italie *1 'èmJ4; mondo setto-rio : i Eaggi e i. Ofmttt, In Rassegna Star. Eisorg, anno Iv"'.(-WÌ7)3 fase* W; pagg. 693 705>