Rassegna storica del Risorgimento
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1974
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Maria Garbali
conseguenze della citazione di qualche mese prima. *) Egli non tralasciava di presenziare però alla inaugurazione del busto al Carducci, avvenuta a Trento il 23 agosto 1908.
L'attività irredentistica, che egli doveva smorzare nel Trentino, trovava pero modo di esprimersi in territorio italiano, attraverso l'organizzazione di comizi ed incontri, le sottoscrizioni a favore della Dante Alighieri e la collabora-zione nella raccolta e nell'invio di massicci aiuti ai terremotati di Messina e di Reggio. 2) Il Sighele, membro del comitato fiorentino di raccolta degli aiuti per i terremotati, in una fitta corrispondenza con Trento, consigliava di inviare quanto raccolto nel Trentino a Firenze perché da questa città sarebbe stato possibile far giungere gli aiuti direttamente sul posto, ed anche per un motivo ideale : Credo che Trento non potendo portare da sé i suoi denari farebbe bene a scegliere Firenze per sua intermediaria. Nel nome di Dante, Trento e Firenze sono sorelle. La cosa farebbe un'eccellente impressione, non solo qui ma in tutta Italia.3) A lui si rivolgeva Ernesta Binanti Battisti per ottenere delle raccomandazioni per essere accettata come infermiera; con lui si rammaricavano gli amici trentini perché le loro offerte non potevano arrivare direttamente e subito, ed egli cercava di aiutarli per superare le lentezze della burocrazia. Poi, giunti gli aiuti del Trentino a destinazione, curava che il Nuovo Giornale pubblicasse la notizia e si tenesse pronto per altri comunicati ( e il nostro Trentino farà la figura che merita). Pregava anche che gli venissero spediti, tradotti, rutti i brani dei giornali tedeschi che s'occuparono... così gentilmente del terremoto perché alcuni amici hanno l'intenzione di riunire in opuscolo questi brani e di distribuirli a decine di migliaia di copie .4)
È in questa attività irredentista, svolta con assoluta dedizione di se stesso, che va cercata la chiave del suo avvicinamento e poi del consenso dato alla corrente nazionalista. Il Sighele, che per lunghi periodi viveva nel Trentino, constatava di persona le grosse difficoltà che ostacolavano gli italiani sudditi austriaci nelle loro rivendicazioni nazionali, quali quella dell'autonomia o dell'università italiana, pur se fatte nelle forme della legalità e nell'ambito dei dettami costituzionali dello Stato asburgico. Constatava anche l'acuirsi del pericolo pangermanista e dell'aggressività del nazionalismo tedesco attraverso l'attività delle società Deutscher Scimiverein , Siidmark e Tiroler Volksbund alle quali tentava di opporsi la Lega Nazionale insieme alle altre associazioni di carattere irredentistico. La battaglia che i pangermanisti combattevano in nome della cultura e con l'infiltrazione economica, non mancava certo di violenza, confermata da pubblicazioni improntate a nazionalismo provocatorio.s)
0 Vedi lettera a G. Pedrotti, da Nago, in data 20 luglio 1908: ...Parlare [al banchetto del congresso] era richiamare su di me quella misura di sfratto che io francamente confesso di temere, perché se non potessi più venire a Nago, sarei un uomo morto [...]
non mi pareva e non mi pare viltà, il non parlare quest'anno al Congresso Alpinistico,
perché nessuno, parlando, rischia quello che rischio io [...] che qui a Nago ho affetti, memorie, interessi [...] Gli amici di ogni genere dopo il processo dell'anno scorso mi hanno consigliato a non espormi e Mazza e per suo mezzo Tittoni mi hanno fatto capire che un'altra volta sarebbe difficile salvarmi ... .
2) attività rilevata dalla corrispondenza con G. Pedrotti negli anni 1908-1909. *) Lettera a G. Pedrotti, da Firenze, in data 2 gennaio 1909.
4) Lettera a G. Pedrotti, da Firenze, in data 3 febbraio 1909.
5) All'aggressione pangermanista il Sighele dedica una parte del suo intervento al Congresso nazionalista di Firenze, Irredentismo e Nazionalismo, pubblicato in II Nazionalismo Italiano, Firenze, Quattrini, 1911, pp. 80-93. riprodotto anche in appendice a II Na-