Rassegna storica del Risorgimento
IRREDENTISMO; QUESTIONE ADRIATICA
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1975
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Irredentismo e questione adriatica
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L Albania s'avviava così a divenire motivo di ulteriore frizione tra Roma e Vienna, malgrado gli accordi bilaterali esistenti che potevano attenuare ma non cancellare i termini del confronto. In quanto al Montenegro, il cui principe Nicola era suocero dell'erede al trono d'Italia, l'influenza italiana, politica e commerciale,20) vi si consolidava, oltre che grazie al suddetto legame dinastico, in virtù dell'orientamento antiasburgico e filorusso ivi dominante. Le manifeste simpatie panslaviste del piccolo Principato non escludevano una sua stretta collaborazione con l'Italia, pur perdurando il conflitto nazionale tra le comunità della Venezia Giulia, la soluzione del quale si (riteneva però fosse ritardata soltanto dalla dominazione austriaca, anche secondo l'opinione del-l'allora ambasciatore dello zar a Roma, Nelidov. D'altra parte, com'è noto, le stesse relazioni italo-russe conoscevano un progressivo miglioramento dopo i dissapori sorti per la questione abissina.
Prima di trarre delle conclusioni dalla sua indagine sui rapporti tra Italia ed Austria, Loiseau forniva alcuni ragguagli sulle tendenze e le risorse delle due associazioni Dante Alighieri e Lega nazionale , create allo scopo di tutelare il patrimonio linguistico e culturale italiano all'estero.21) La prima di queste due società, ente morale riconosciuto con sede a Roma, istituzionalmente impegnata a proteggere e potenziare l'italianità in tutti i paesi e continenti dove fosse presente, annoverava tra i soci autorevoli esponenti della vita politica e della cultura del Regno dai quali le derivavano prestigio e sostegno economico, e rappresentava, soprattutto nei confronti dei connazionali delle cosiddette terre irredente, la difesa di quegli interessi che il governo, a causa di una delicata posizione diplomatica, non riteneva di sostenere apertamente; mentre la seconda, con sede allora a Trento, era aperta agli austro-italiani del Trentino, del Litorale e della Dalmazia ed operava esclusivamente in dette regioni, disponendo di discreti mezzi finanziari. Tra le varie notizie riferite, poteva interessare il Quai d'Orsay quella che la Dante Alighieri non risultava ostile alla Francia, non svolgendo del resto propaganda nazionale a Nizza, in Savoia o in Corsica, laddove invece la Lega nazionale accomunava ad un pronunciato orientamento avverso agli sloveni ed ai croati delle province adriatiche uno spirito francofobo, per le simpatie e l'appoggio offerti al risveglio nazionale dei popoli slavi dell'Europa centromeridionale ed in particolare alla causa jugoslava da parte di ambienti politici ed intellettuali francesi (questi ultimi qualificati dalla partecipazione di illustri storici tra cui Louis Leger e Ernest Denis).
Dall'esame delle relazioni italo-austriacbe alla fine dell'Ottocento, scaturivano alcune indicazioni e suggerimenti utili alla formulazione delle direttrici
2) Soprattutto a partire dal 1903 cominceranno a sorgere, con capitale italiano e specialmente veneziano, una serie di imprese facenti capo a Giuseppe Volpi: a queste si dovranno iniziative quali la costruzione del porto e della ferrovia di Antivari, seguita dalla fondazione di una Compagnia di Àntìvori per lo sfruttamento industriale e commerciale del retroterra, l'impianto di una manifattura tabacchi a Podgoritza e di una fabbrica di carburo di calcio nella vicina Dalmazia, la costituzione di una Società commerciale d'Oriente con agenzie in Montenegro ed in Albania (cfr. C. VOLPI DI MISURATA, Ricordi e orizzonti balcanici, in Rassegna di politica intemazionale, giugno 1937, pp. 443-460).
21) Le origini e l'attività delle due associazioni sono state recentemente ricostruite da G. SABBATUCCI, H problema dell'irredentismo e le origini del movimento nazionalista in Italia, in Storia contemporanea, a. I (1970), n. 3; a. II (1971), n. 1.