Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO; QUESTIONE ADRIATICA
anno <1975>   pagina <72>
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Ennio Maserati
della politica estera di Parigi. Si consigliava di favorire quelle tendenze affiorale in Italia che rischiavano di compromettere l'alleanza di questo paese con la Monarchia danubiana: da un lato l'irredentismo, alle cui rivendicazioni si mostrava acquisita la maggioranza del paese reale) dall'altro l'aspirazione, dif­fusa nel governo e nei circoli economici e militari, a rafforzare l'influenza ita* liana sull'altra sponda dell'Adriatico, stante la generale sfiducia nutrita sulla fedeltà dell'Austria all'intesa di Monza contrariamente all'opinione espressa da Nigra.22) Inserendosi con questi obiettivi nel latente antagonismo italo-austriaco, e ricercando una più stretta collaborazione con l'Italia dopo il componimento della vertenza tunisina e la regolamentazione dei rapporti com­merciali in vista di reciproci ulteriori acquisti coloniali in Africa, la Francia mirava in definitiva a scongiurare ogni pericolo dalla parte della sua frontiera alpina. Si trattava di un'azione diplomatica che non avrebbe rinne­gato i tradizionali legami d'amicizia con i popoli slavi, ma al contrario cer­cato di contribuire a dissolvere certe diffidenze tra nazione italiana e nazioni jugoslave, favorendo un loro incontro per la composizione dei contrasti nella Venezia Giulia ed in Dalmazia secondo anche le prospettive create dal pro­cesso di distensione in atto tra i governi di Roma e di Pietroburgo, stimolati ad accordarsi in futuro nei Balcani per contenere la pressione asburgica.23* Il buon fine di siffatta politica estera trovava conforto nella valutazione di Loiseau, per altro condivisa da Delcassé, dell'irreversibilità della spinta cen­trifuga delle nazionalità all'interno della duplice Monarchia, che ne faceva presagire la dissoluzione. Queste tesi e considerazioni del pubblicista francese non costituiscono certo una novità, ma interessante è averne colto la genesi diplomatica e politica.
ENNIO MASERATI
22) Loiseau riteneva auspicabile che il Qua! d'Orsay esercitasse discretamente una pressione sulla Curia romana per frenare le iniziative filoasburgichc ed antitaliane della Propaganda Fide in Albania.
23) Cfr. P. PASTORELLI, art. ci*., p. 402.