Rassegna storica del Risorgimento

SALVATORELLI LUIGI
anno <1975>   pagina <75>
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Luigi Salvatorelli 75
risorgimentale furono grande maggioranza: una maggioranza composta si in­tenda bene anche questo di tutte le classi sociali, con una fortissima aliquota di popolo ". Si scorrano, a non dire altro, gli elenchi dei condannati politici e si vedrà . ')
Altro fondamentale concetto al quale Egli molto teneva era quello dell'inse­rimento della rivoluzione italiana sullo stesso piano di quella inglese, ame­ricana e francese. Concetto affermato nel Discorso tenuto per iniziativa della città di Torino a Palazzo Madama il 19 febbraio 1961.2)
PROFILO RAGIONATO DELLA MIA ATTIVITÀ E DELLA MIA PERSONALITÀ
oli sembra di poter dire che le mie due vocazioni, di studioso degli avveni­menti passati, e di interprete e critico di quelli in corso e cioè, di storico e di articolista politico siano germinate, contemporaneamente e in nesso fra loro, fra i 10 e i 15 anni aW incirca. Lessi allora tutta FHistoire Romaine del Rollin, in traduzione italiana; seguii con passione, discorrendone e sentendone discorrere dai maggiori d'età la crisi orientale delle stragi armene , la guerra ispano-ame­ricana, la revisione del processo Dreyfus, la lotta contro Pelloux alla Camera italiana, la politica interna di Giolitti del 1901.
Negli anni universitari (1903-1907) crebbero gli appetiti di conoscenza sto­rica, e si moltiplicarono gli interessamenti agli eventi politici, estendendosi gli uni e gli altri al campo ecclesiastico-religioso. L'interesse filologico e linguistico fu eccitato da maestri come Ceci, Monaci, Festa. Avendo domandato per tempo a Monaci una tesi di filologia romanza, ebbi indicato da lui un poemetto perugino inedito del Trecento (l'ho pubblicato, insieme con lo studio relativo, alcuni anni fa), che per il suo contenuto mi riportò in pieno entro la storia, più precisamente entro la storia interna dei Comuni italiani, per la quale molto imparai da Mon­ticalo. Beloch invece mi aiutò a trasformare i fanciulleschi amori di storia antica in documentata narrazione e sagace interpretazione. In politica mi attrassero prima la democrazia murriana, poi il modernismo: la critica biblica ed evangelica, in­fascino misterioso delle origini cristiane si associarono alVinteresse per la lotta impegnata da liberi cristiani con il dommatismo e Vautoritarismo cattolico-romano. I libri di Loisy principale L'Evangile et l'Eglisè mi insegnarono la critica filologico-storica dei testi, mi avviarono a uno storicismo impregnato di moralità. Ma per alcuni anni quelli precedenti immediatamente la prima guerra mon­diale prevalse il razionalismo antimetafisico (positivismo a rovescio) di Bene­detto Croce, da cui ebbi acquisto permanente di chiarezza di idee.
A questi anni risalgono i miei saggi di cristianesimo antico, di mole modestis­sima, ma affrontanti questioni di grande importanza. La Principakas della Chiesa romana in Ireneo e Cipriano, Il significato di Nazareno, Il mito di Cri­sto > (concludente per la storicità di Gesù) nonché /'Introduzione bibliografica alla scienza delle religioni, Contemporaneamente avviai l'esame della storia del
1) Unità d'Italia. Saggi storici, Torino, Einaudi, 1961, p. 3 e 4 (L'unità italiana nella storia italiana ed europea).
2) VaL II Parlamento dell'Unità, in Nuova Antologia, a. 90, voi. 481, fase. 1923, pp 289-298; Unità d'Italia cit,: Storia del Novecento, Milano, Mondadori, 1964, p. 10 (ora ne Gli Oscar , 1971, p. 7).