Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
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1975
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pagina
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83
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LIBRI E PERIODICI
Bibliografia dell'età del Risorgimento in onore di Alberto Maria Chisalberti, voi. HI (Biblioteca di Bibliografia italiana, 78); Firenze, Olschki, 1974, in 8, pp. 557, L. 25.000.
Facendo seguito puntualmente al primo ed al secondo volume della Bibliografia risorgimentale (sui quali cfr. questa Rassegna, 1972, fase. II, p. 210 e 1973 fase. I, p. 100), appare ora anche il terzo, ad ulteriore testimonianza dell'affetto mostrato da quel gruppo di studiosi che, allievi e amici di A. M. Ghisalberti, hanno voluto così offrirgli un riconoscimento per l'attività scientifica, didattica ed organizzativa di studi da lui svolta. Anche questo volume, per serietà, rigore ed organicità, rappresenta un contributo sostanziale a questa parte della bibliografia storiografica italiana e, al tempo stesso, costituisce l'ulteriore conferma dell'altissimo livello conseguito nel tempo dagli studi risorgimentali.
In questo volume, a completamento della trattazione bibliografica sullo Stato unitario, iniziata in quello precedente, compaiono, ricchi per i dati che contengono ed interessanti per le introduzioni che li accompagnano, i saggi sulla politica estera (F. Curato), sulla politica economica (D. Demarco) e sulla prima guerra mondiale (A. Monticone). mentre un'intera parte completamente nuova nell'oggetto trattato è dedicata all'approfondimento dell'indagine sui rapporti con l'estero dell'Italia risorgimentale.
Si affrontano così particolarmente il tema dei rapporti con la Francia (F. Boyer, H. Contamine, G. Dethan), con la Gran Bretagna (D. Beales, N. Blakiston, G. Monsagrati), con gli Imperi centrali (R. Blaas), con il Belgio (R. Aubert), con la Svizzera (L. Monnier), con l'Europa orientale (A. Tamborra), con gli Stati Uniti (R. Giannini) e con l'America Latina (C M. Rama). Panorama internazionale assai vasto che testimonia l'interesse suscitato all'estero per gli studi storici sull'Italia risorgimentale ed unitaria considerata per i legami di ogni genere, e quindi non soltanto politico-diplomatici, che ha mantenuto con le altre nazioni.
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ROBERTO CESSI, Campoformìdo, 2" ediz. a cura di RENATO GIUSTI; Padova, Antenore, 1973, in 8, pp. XXXI-341. L. 7.000.
Se vi è bisogno di un motivo significante per la riedizione di un testo di qualche anno fa, tale non è il caso del Campoformido, che il Cessi ebbe a pubblicare nel '47 , scrive, avviando la presentazione della seconda edizione dell'opera, il Giusti. Il quale, dopo aver accennato alla scarsa circolazione ed al non rilevante numero di recensioni (p. VII) che il volume ebbe alla prima edizione, nonostante recasse un fondamentale ce contributo allo studio delle relazioni diplomatiche verso la fine del sec. XVIII (ivi), prosegue delineando la genesi ed il significato del Campoformido (il Cessi ha preferito la nuova denominazione, all'antica forma veneta di Campoformio), sia nell'ambito della vasta produzione deH'A., sia alla luce del dibattito storiografico sui riflessi della rivoluzione francese in Italia in generale e sulla caduta della Repubblica di Venezia in particolare. Conclude, infine, riportando i giudizi più significativi che, del volume in questione, hanno dato alcuni tra i più preparati studiosi italiani, come il Petrocchi, il Saitta, il Sestan, il Luzzatto, il Gambarin, il Lizier, il Ciravcgna ...
Se è vero infatti che il Campoformido, anche per oggettive carenze tipografiche, ha avuto al suo primo apparire una diffusione alquanto limitata, è pure indubbio che fin d'allora ne sono state individuate con chiarezza l'originalità dell'analisi, la novità della documentazione diplomatica, la sicurezza della ricostruzione storica nel quadro politico dell'Europa del tempo (p. XXIV), elementi tutti che fanno di esso a un modello di storia diplomatica (p. XXV) e una pietra miliare nella discussione relativa alle cause interne ed