Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1975>   pagina <86>
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Libri e periodici
Come sottolinea a più riprese Pignatelli, Patteggiamento critico costante della pub­blicistica filocuriale più vicina al Giornale ecclesiastico traeva radice non tanto dalla tra­dizionale volontà di mantenere incontaminato il corpo dottrinale della Chiesa sul piano teologico, quanto dalla preoccupazione più contingente e immediata di cementare la com­pattezza del fronte cattolico in un momento particolarmente delicato, quando ogni incrina­tura avrebbe potuto aprire il varco alle più funeste conseguenze. Era un atteggiamento che, in primo luogo, mirava a rivendicare esclusivamente alla Chiesa il diritto e il dovere di orientare le idee religiose del popolo. La polemica antigiansenista rivelava cosi chiara­mente la sua preoccupazione dominante: si trattava, su un piano utilitaristico, di puntare ad oltranza su un tipo di religiosità adatto alle classi umili, fatta di devozioni e di pratiche esteriori, sotto il controllo assiduo e capillare della Chiesa esortante alla sopportazione in vista del premio eterno.
La seconda parte dell'opera di Pignatelli ha un andamento un pò* più frammentario, articolata com'è intorno ad alcuni momenti e problemi specifici della eredità, per cosi dire, lasciata dalla cosi organica e unitaria esperienza del Giornale ecclesiastico dei Cuccagni. In tre capitoli successivi, l'autore passa in rassegna il breve tentativo di resurrezione di quest'ultimo con il Giornale ecclesiastico universale di Clemente Biagi (1799*1800); la pubblicistica cattolica dei primi anni del pontificato di Pio VII cosi come si espresse attra­verso l'Accademia di religione Cattolica e l'opera di Giovanni Marchetti; alcuni aspetti particolarmente significativi della propaganda cattolica durante la Restaurazione. Ma e proprio da questi ultimi capitoli che emerge con piena evidenza uno dei pregi fondamen­tali della ricerca dell'autore: quello di aver messo a fuoco tutto un settore fin qui troppo trascurato di impegno ideologico e di preoccupazioni pratiche della Chiesa, da cui dovevano trovare generoso alimento l'oltramontanismo della Restaurazione e le nuove ambizioni di riconquista cattolica della società civile, attraverso quella . massiccia azione organizzativa del laicato per poterlo manovrare agevolmente, secondo le direttive impartite dal centro, in difesa degli interessi dell'istituzione ecclesiastica anche contro la politica dei governi, che rappresentò il dato forse più saliente della vita della Chiesa nell'Ottocento.
ALBERTO AQUARONE
La missione Consalvi e il Congresso di Vienna, I serie: 1814-1830, voi. HI, 1 febbraio 1815-23 giugno 1815, a cura di ALESSANDRO ROVERI, MICHELE FATICA e FRANCESCA CANTÒ (Fonti per la storia d'Italia, 127); Roma, Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, 1973, in 8, pp. X-696. L. 8.000.
A conclusione delle silloge documentaria relativa alla missione Consalvi nel 1814-15 (per i precedenti volumi cfr. la Rassegna, 1970, pp. 618-620; 1972, pp. 454-455), il pre­sente volume costituisce veramente il momento culminante dell'intensa attività diplomatica del card. Consalvi a Vienna, mentre la sua opera non era facilitata dall'intreccio delle que­stioni interne e internazionali, dalle complesse vicende della ce restaurazione in Europa, dallo scarso favore di cui godeva lo Stato pontificio presso le maggiori potenze. Il Consalvi era ben consapevole della complessità della situazione all'inizio del 1815, mentre sembrava più vicina la possibilità della guerra da parte dell'Austria per costringere Murat ad abban­donare le Marche (p. 17). Le considerazioni del Consalvi sulla politica interna pontificia (p. 51) e i quesiti proposti circa l'atteggiamento da tenere alla fine del Congresso (p. 30) costituiscono un punto fermo per il successivo svolgersi degli eventi ed indicano le linee entro le quali si muoverà la diplomazia pontificia nei mesi seguenti, preoccupata della eva­cuazione delle Marche, della a restituzione delle Legazioni, di varie questioni ecclesia­stiche relative ad alcune potenze (Prussia, Francia, Svizzera ecc.). Una serie di colloqui poi col Metternich (p. 71, p. 84) e le ultime notizie sul Congresso (pp. 101, 128) davano al Consalvi la certezza ohe le Marche sarebbero state restituite (p. 73), mentre le Legazioni . per la cui sorte erano scaturite buone prospettive in un colloquio con l'imperatore d'Austria (p. 128) sembravano di nuovo in pericolo per il rinvio d'ogni decisione circa le cose italiane (pp. 132, 224). Cosi il card. Pacca commentava le notizie circa Murat: