Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1975
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Libri e periodici
pre nel filone dei rapporti tra Mazzini e gli altri rivoluzionari, usciti dalla sua scuola e passati con frequenza su posizioni critiche nei suoi confronti; per un altro verso essa colma una lacuna giustamente segnalata dallo stesso autore nel settore da lui curato della Bibliografia dell'età del Risorgimento,l) cioè la carenza di opere organiche sulla penetrazione e I attività della Giovine Italia all'interno del paese, nei vari Stati italiani e nelle varie regioni. La biografia spirituale e politica di Mazzini, cui è specificamente dedicato il primo capitolo, procede in connessione con le vicende delle sue creazioni, la Giovine Italia e la Giovine Europa, con la loro crisi, foriera di nuove iniziative democratiche, con la formazione della seconda Gì ovine Italia, in parte dovuta a questi stimoli, e con gli albori del movimento moderato: si ha così la ricostruzione genetica non solo delle idee di Mazzini in rapporto alle influenze e alle situazioni in cui sono scaturite, ma di tutta la corrente democratica di origine mazziniana, con una folta costellazione di personalità minori, in parte recanti la sua impronta ideologica, diramanti e ripetenti a vari livelli il suo apostolato, ed in parte differenziate da lui, nel cammino della vita e della lotta, su una serie ricorrente di posizioni critiche, di natura ideologica e di natura strategica.
L'influsso del maestro sulla folla dei seguaci e l'unitaria corrispondenza tra la personalità centrale e quelle minori appaiono naturalmente più pronunciati nel periodo d'entusiastica diffusione della Giovine Italia, prima dei tragici insuccessi, che aprirono l'adito ai ripensamenti.
Cominciava quindi per Mazzini uno sforzo di tenuta e di rilancio della presa sul movimento democratico, reso tanto più difficile dalla mancanza della struttura organizzativa, scompaginata dalla repressione, dalla maturazione di altri esponenti, fautori di diverse strategie (specialmente Nicola Fabrizi con la tesi dell'iniziativa insurrezionale meridionale) e dall'influenza di altre ideologie, sorgenti alla sua sinistra ed alla sua destra, con orientamenti socialistici-materialisti o fusionistici-moderati.2)
Talora, poi, le diverse motivazioni polemiche venivano ad accavallarsi in un intreccio piuttosto contradittorio di rilievi e di proposte, come mi sembra nel caso di Ricciardi,3) il cui fulcro, a ben guardare, era l'insofferenza verso la guida di Mazzini. Questi, con la sua instancabile tenacia, che fu indubbiamente una componente della sua genialità, tornò ogni volta a riproporsi, ad imporsi, a ricuperare, sia pure in misura diversa, con appelli accorati, accostamenti capillari, Iodi e rampogne, sforzi organizzativi, il suo ascendente e la funzione, se non direttiva, almeno propulsiva di punto di riferimento della democrazia risorgimentale.
In piena coerenza col titolo, l'opera segue tutto il complesso dei rapporti tra Mazzini e i rivoluzionari italiani (comprendendo, in fondo, con questo termine, pure i patrioti avviati su posizioni moderate, in senso lato anch'essi rivoluzionari rispetto all'ordine esistente), con quest'oscillare tra aumento e diminuzione della presa.
I due maggiori pregi sono la ricca analisi per zone, che offre una vera geografia della Giovine Italia e dei fermenti democratici della prima metà dell'Ottocento, condotta in buona parte su fonti poliziesche e giudiziarie, e l'altrettanto ricca analisi della pubblicistica e della letteratura politica democratica (ma anche moderata, se non altro per i confronti), che si connette col lavoro svolto dall'autore nel 69 volume della collana La letteratura italiana (Storia e testi), edita da Ricciardi. Il quadro geografico, che è insieme anche sociologico (perché lumeggia gli ambienti sociali delle adesioni), valorizza gli apporti democra-
') / democratici dalla Restaurazione all'unità, in Bibliografia dell'età del Risorgimento in onore dì Alberto M. Ghisalberti, voi. I, Firenze, 1971, pp. 245-346. L'osservazione è precisamente a p. 250.
2) Per fusionistici non s'intende in questa fase il movimento annessionistico al Regno sabaudo ma un orientamento unitario, di generica volontà risorgimentale, con correnti costi tuzion ali-m oderà te.
3) Non si vede come l'acceso radicalismo antipapale del Ricciardi (che avrebbe voluto non solo abolire il potere temporale ma allontanare i pontefici dall'Italia) avrebbe potuto conciliarsi con elementi moderati in quel largo e rappresentativo fronte dell'emigrazione, ohe in polemica con Mazzini egli intendeva costituire.