Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1975>   pagina <90>
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Libri e periodici
Tanta era la spinta vitale che nelle more dell'azione mazziniana il movimento andava avanti con altri uomini ed altre strategie, in fondo annodate alla sua: ecco soprattutto il ruolo di Nicola Fabrizi, che, nel metter da parte Mazzini per l'aspetto pratico, gli ricono­sceva tuttavia una permanente funzione pedagogica, teorica e propulsiva, non soltanto per un formale riguardo ma per ima convinta nozione della continuità democratico-risorgimen­tale da lui avviata. Questo proseguimento indipendente del dinamismo democratico stimo­lava, a sua volta, la ripresa della leadership mazziniana sul piano prettamente politico-organizzativo con la seconda Giovine Italia, arricchita rispetto alla prima dall'interesse verso la classe operaia, maturato nell'esilio inglese, ma presto messa in difficoltà dallo sviluppo del movimento moderato, che Mazzini tuttavia fronteggiò con una duttile condotta politica, almeno fino al limite cronologico del lavoro di Della Perù ta (il 1845) e direi senz'altro fino allo spartiacque del '48.
Si segnala, infine, l'alto interesse del capitolo dedicato alla Giovine Europa, che s inoltra nei meandri dei movimenti nazionali polacco, tedesco e svizzero, sempre con riferi­mento alla personalità centrale di Mazzini. Anche su questo terreno internazionale il me­todo di studio ed il metro di giudizio del Della Perula sono fondati su un'ottimistica (ma naturalmente critica) valorizzazione degli sforzi compiuti dai protagonisti democratici otto­centeschi e su una simpatia storica per l'oggetto della sua ricerca, pur trasceso da una di­versa angolazione ideologica. Così la Giovine Europa, che spesso appare come un significa­tivo, ma velleitario ed episodico allargamento europeo del disegno mazziniano, già tragica­mente insidiato dagli ostacoli italiani, viene invece presentata nei suoi momenti di relativa consistenza.
Il bagliore dell'effimera fiamma rivive nell'acuta imi, che scompone le sue lingue e i suoi rami, entrando nel vivo delle influenze mazziniane sui paralleli movimenti nazio­nali e delle reazioni suscitate, rese talora più aspre, rispetto a quelle italiane, dalla diffi­denza verso la rilevante personalità straniera. S'integrano bene con questo capitolo, per una più ampia visione della portata internazionale del mazzinianesimo, le relazioni dei gruppi di lavoro al congresso di Genova del 1972 (negli Atti testé pubblicati) su Mazzini e l'Europa occidentale ed orientale.
BRUNO DI PORTO
MARCELLA PINCHERLE, Moderatismo politico e riforma religiosa in Terenzio Mamiani (L'età del Risorgimento, Studi e testi, IX); Milano, Dott. A. Giuffrè, 1973, in 8, pp. 239. L. 3.400.
Con questa antologia degli scritti di Terenzio Mamiani, preceduta da un'introduzione biografica-critica (che occupa le pp. 3-83), la Pincherle ha voluto richiamare l'attenzione su una figura finora poco studiata, ponendo l'accento su due aspetti (in gran parte comple­mentari) della sua attività: l'elaborazione di un programma politico liheral-moderato e di un piano di riforma religiosa. In questo ambito l'A. ha ritenuto opportuno presentare testi composti e pubblicati dal Mamiani negli anni 1838-1850 (fanno eccezione alcuni brani tratti dal Nuovo diritto europeo, del 1859, e un'inedita lettera a Cesare Correnti Per la solu­zione della questione romana, datata 19 agosto 1870), trascurando la produzione pubblici­stica postunitaria e soprattutto quella, piuttosto velleitaria, di carattere filosofico. La scelta, nel complesso, raggiunge ottimamente lo scopo di lumeggiare gli esiti della formazione politico-ideologica del Mamiani, maturata negli anni di esilio in Francia seguiti alla sfortu­nata rivoluzione del 1831 nello Stato pontificio*
Dopo <c continui ondeggiamenti politici , che lo videro per breve tempo nel 1832 in corrispondenza anche con Giuseppe Mazzini, l'esule pesarese, sotto l'influenza di Victor Cousin, approdò a un coerente liberalismo costituzionale, espresso compiutamente nel Nostro parere intorno alle cose italiane (pp. 97-106) e nei Documenti pratici intorno alla rigene­razione morale e intellettuale degU Italiani (pp* 107-128). Secondo la Pincherle, con questi scritti, pubblicati per la prima volta a Parigi nel 1839, il Mamiani ha voluto affrontare Il problema italiano non solo come problema di riforme interne, ma anche come problema