Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1975>   pagina <92>
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Libri e periodici
e con saviezza governate. La libertà civile e la parità perfetta innanzi alla legge, restia-/ione dei privilegi e lo sveltimento fin dall'ultime lor radici delle soperchierie feudali, buona pezza è che, mercé di Dio, vennero procurati e compiati in ogni Provincia Italiana. Laonde, non si volendo aver ricorso ai delirj del Comunismo e alle speranze vuote e fantastiche de' Socialisti, quello che si può promettere oggi da noi alle moltitudini perché ci seguano coraggiose e infiammate, perché versino largamente e con letizia il sangue delle lor vene, si e un profìtto ed un bene poco visibile e poco palpabile, non molto certo, non vicino, non bastante ad accendere la fantasia e lusingar l'interesse (pp. 188-189). La necessità di limitare i cambiamenti politico-istituzionali era quindi imposta dalla volontà di mantenere immutati i rapporti sociali: ciò rappresentava una grave involuzione in un uomo che dieci anni prima, pur criticando sempre le utopie socialistiche , aveva proposto la creazione di lavorerie pubbliche permanenti per operai e artigiani e la stesura di un codice agrario che migliorasse le condizioni dei contadini. Si spiega così la ferma opposizione del Ma­ndarli al governo repubblicano romano con gli articoli pubblicati nella Speranza dell'Epoca, che gli valsero da parte del Farmi la definizione di più ardito oppositore di Mazzini .
Riparato nel Regno di Sardegna dopo la restaurazione del governo pontificio, il Mamiani pubblicò nel 1850 lo scritto Sul papato, lettera ortodossa a Domenico Berti (con cui praticamente la Pincherle conclude la sua antologia). In esso il Mamiani pone in ombra le motivazioni politico-sociali, che per lui sono pur sempre alla base del necessario rinno­vamento del cattolicesimo, e a privilegiare invece il mito ricorrente in ogni riformatore religioso del ritorno alla purezza evangelica delle origini cristiane. Egli è spinto su que­sta via dalla crisi del ce cattolicesimo liberale e dalla scomparsa delle illusioni neoguelfe sul ruolo civile e nazionale del papato: l'obiettivo è, insomma, di offrire delle indicazioni concrete, da un lato, agli uomini che auspicavano un accordo fra religione e progresso, dal­l'altro, a quanti credevano che soltanto uno stimolo religioso potesse portare il popolo ita­liano a compiere il suo risorgimento nazionale. La riforma desiderata dal Mamiani, che tiene in gran conto l'esempio delle chiese protestanti (egli sostiene che in queste or è la fede molto meno rattiepidita, la moralità più sana e profonda, maggiore senza verun para­gone la dottrina e modestia del clero e la religione è congiunta e amicata ai concetti generosi, e a tutti i rivolgimenti e progressi civili di nostra età , p. 212), deve realizzarsi dal basso, dal popolo che elegge i suoi pastori, dai sinodi diocesani provinciali e nazionali, da una Chiesa insomma retta democraticamente ce conformemente al genio dei tempi (p. 215). Alcuni anni più tardi il Mamiani riterrà sufficiente per frenare il dispotismo pa­pale e avviare il processo riformatore l'applicazione rigorosa dei principi autonomistici della chiesa gallicana ad opera di uno Stato che avrebbe dovuto ce ingerirsi nella polizia esteriore della Chiesa e costringere con le leggi il clero a non uscire per nulla dal santuario (da una lettera a William Web?, del dicembre 1857, pubblicata da G. Arrighi nella Rassegna storica toscana, IV, 1958, pp. 405-407): un vero separatismo è rinviato a ce quando il papa non sarà più principe temporale e l'Italia esisterà con governi nazionali , o meglio ancora quando sarà compiuta l'emancipazione del potere civile dall'ecclesiastico , vale a dire con il trionfo stesso della ce religione civile . Queste proposte, in parte complementari e in parte divergenti, testimoniano quanto il Mamiani, come altri moderati ce cattolico liberali che mai riuscirono ad unirsi su un programma comune, si sia affaticato intorno all'elabo­razione del suo piano di riforma religiosa, che era viziato alle radici da un utopismo deri­vante dall'ignoranza delle cause profonde che portavano compattamente la Chiesa cattolica verso un processo di rigido accentramento e verso l'enucleazione di una dottrina sociale che avrebbe avuto presso le masse popolari ben altra credibilità della religione civile .
È ancora da sottolineare il felice criterio adoperato dalla Pincherle nella scelta dei testi (alcuni inediti), che permettono una piena comprensione del pensiero politico e reli­gioso del Mamiani: resta il rammarico che, evidentemente per esigenze editoriali, essi tal­volta siano stati pubblicati non integralmente.
GIUSEPPE PIGNATELM