Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1975
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Libri e periodici
e con saviezza governate. La libertà civile e la parità perfetta innanzi alla legge, restia-/ione dei privilegi e lo sveltimento fin dall'ultime lor radici delle soperchierie feudali, buona pezza è che, mercé di Dio, vennero procurati e compiati in ogni Provincia Italiana. Laonde, non si volendo aver ricorso ai delirj del Comunismo e alle speranze vuote e fantastiche de' Socialisti, quello che si può promettere oggi da noi alle moltitudini perché ci seguano coraggiose e infiammate, perché versino largamente e con letizia il sangue delle lor vene, si e un profìtto ed un bene poco visibile e poco palpabile, non molto certo, non vicino, non bastante ad accendere la fantasia e lusingar l'interesse (pp. 188-189). La necessità di limitare i cambiamenti politico-istituzionali era quindi imposta dalla volontà di mantenere immutati i rapporti sociali: ciò rappresentava una grave involuzione in un uomo che dieci anni prima, pur criticando sempre le utopie socialistiche , aveva proposto la creazione di lavorerie pubbliche permanenti per operai e artigiani e la stesura di un codice agrario che migliorasse le condizioni dei contadini. Si spiega così la ferma opposizione del Mandarli al governo repubblicano romano con gli articoli pubblicati nella Speranza dell'Epoca, che gli valsero da parte del Farmi la definizione di più ardito oppositore di Mazzini .
Riparato nel Regno di Sardegna dopo la restaurazione del governo pontificio, il Mamiani pubblicò nel 1850 lo scritto Sul papato, lettera ortodossa a Domenico Berti (con cui praticamente la Pincherle conclude la sua antologia). In esso il Mamiani pone in ombra le motivazioni politico-sociali, che per lui sono pur sempre alla base del necessario rinnovamento del cattolicesimo, e a privilegiare invece il mito ricorrente in ogni riformatore religioso del ritorno alla purezza evangelica delle origini cristiane. Egli è spinto su questa via dalla crisi del ce cattolicesimo liberale e dalla scomparsa delle illusioni neoguelfe sul ruolo civile e nazionale del papato: l'obiettivo è, insomma, di offrire delle indicazioni concrete, da un lato, agli uomini che auspicavano un accordo fra religione e progresso, dall'altro, a quanti credevano che soltanto uno stimolo religioso potesse portare il popolo italiano a compiere il suo risorgimento nazionale. La riforma desiderata dal Mamiani, che tiene in gran conto l'esempio delle chiese protestanti (egli sostiene che in queste or è la fede molto meno rattiepidita, la moralità più sana e profonda, maggiore senza verun paragone la dottrina e modestia del clero e la religione è congiunta e amicata ai concetti generosi, e a tutti i rivolgimenti e progressi civili di nostra età , p. 212), deve realizzarsi dal basso, dal popolo che elegge i suoi pastori, dai sinodi diocesani provinciali e nazionali, da una Chiesa insomma retta democraticamente ce conformemente al genio dei tempi (p. 215). Alcuni anni più tardi il Mamiani riterrà sufficiente per frenare il dispotismo papale e avviare il processo riformatore l'applicazione rigorosa dei principi autonomistici della chiesa gallicana ad opera di uno Stato che avrebbe dovuto ce ingerirsi nella polizia esteriore della Chiesa e costringere con le leggi il clero a non uscire per nulla dal santuario (da una lettera a William Web?, del dicembre 1857, pubblicata da G. Arrighi nella Rassegna storica toscana, IV, 1958, pp. 405-407): un vero separatismo è rinviato a ce quando il papa non sarà più principe temporale e l'Italia esisterà con governi nazionali , o meglio ancora quando sarà compiuta l'emancipazione del potere civile dall'ecclesiastico , vale a dire con il trionfo stesso della ce religione civile . Queste proposte, in parte complementari e in parte divergenti, testimoniano quanto il Mamiani, come altri moderati ce cattolico liberali che mai riuscirono ad unirsi su un programma comune, si sia affaticato intorno all'elaborazione del suo piano di riforma religiosa, che era viziato alle radici da un utopismo derivante dall'ignoranza delle cause profonde che portavano compattamente la Chiesa cattolica verso un processo di rigido accentramento e verso l'enucleazione di una dottrina sociale che avrebbe avuto presso le masse popolari ben altra credibilità della religione civile .
È ancora da sottolineare il felice criterio adoperato dalla Pincherle nella scelta dei testi (alcuni inediti), che permettono una piena comprensione del pensiero politico e religioso del Mamiani: resta il rammarico che, evidentemente per esigenze editoriali, essi talvolta siano stati pubblicati non integralmente.
GIUSEPPE PIGNATELM