Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1975>   pagina <95>
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Libri e periodici
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l'idea di statuto come garanzia ed insieme patto fra monarchia e nuova classe dirigente. Un accordo dimoile a stabilirsi, con le monarchie restie ad accettare il nuovo ruolo di pouvoir neutre e la borghesia insoddisfatta del carattere octroyé degli statuti. Questo contrasto portò, finita la tempesta del 1848-49, all'irrigidimento dei sovrani e al conseguente ritiro dei testi costituzionali, con la sola eccezione del Piemonte. Lo Statuto albertjno portava in sé i carat­teri insieme perfetti ed imperfetti del costituzionalismo dell'epoca: a parte la questione della concessione regia irrevocabile , però , esso lasciava alla Corona largo margine per inserirsi potentemente nelle funzioni di Governo e Parlamento, ma consentiva in pari tempo alla borghesia un'ampia possibilità di confronto offrendole l'opportunità di adeguarne continuamente il dettato alle proprie nuove esigenze. La flessibilità dello Statuto si legava dunque alle capacità dirigenziali della borghesia: ove essa fosse stata pari al compito affi­datole, la vita costituzionale dello Stato sarebbe stata garantita, e, anzi, si sarebbe continua­mente evoluta; ma in caso di crisi, questa avrebbe contagiato la stessa struttura istituzionale.
Nella chiara visione di questo inscindibile binomio Statuto-borghesia sono percorse tutte le tappe fondamentali della vita costituzionale piemontese, dalla crisi del 1849 cul­minata nel proclama di Moncalieri alle leggi Siccardi, dal connubio all'interpretazione par­lamentare dello Statuto portata avanti da Cavour. L'A. tratteggia poi l'inserimento e la trasformazione delle istituzioni del Regno sardo nel nuovo Stato italiano, attento a cogliere i punti più significativi degli atti unificatori compiuti dai vari Governi. Dopo la guerra del 1866 cominciano ad emergere i primi sintomi di crisi del sistema con il contrasto fra esecu­tivo e legislativo nei Ministeri Rattazzj e Menabrea, contrasto che, sopito da un pronto ri­torno alla tradizione con Lanza, torna a ripresentarsi con ben altra gravità con il declino della Destra e l'avvento della Sinistra. Viene seguito il lento, ma continuo decadere delle istituzioni fino a giungere alla vera e propria crisi di fine secolo, con la borghesia ormai in­capace di dominare la situazione. È questa, a nostro avviso, la parte più bella del lavoro: nel cogliere tutti i sintomi di deterioramento del sistema, l'A. mostra contemporaneamente con grande chiarezza da un lato la crescente ingerenza della Corona nella vita parlamentare e dall'altro il sempre più pesante condizionamento esercitato dalle forze extraparlamentari cattoliche e socialiste. Esemplare è in questa chiave il capitolo dedicato al periodo Crispino, con il disegno del contrasto fra il Crispi autoritario nei confronti del Parlamento e il Crispi democratico nell'ispirazione delle leggi sull'ordinamento comunale e provinciale: un con­trasto intrinseco all'uomo, che involge tutte le istituzioni.
H a decennio giolittiano vede, fra i suoi lati positivi, la ripresa della pratica parla­mentare; eppure è continuo l'indebolimento del sistema, ormai incapace di vere scelte di fondo. Poi il primo dopoguerra, con la fine dello Stato liberale: riesce ora facile all'A. defi­nire le cause della definitiva crisi delle istituzioni, decisamente al di fuori del contesto reale del Paese; in questo quadro l'infelice legge elettorale concessa da Nitti costituisce il deto­natore immediato di una situazione ormai compromessa. Siamo al fascismo, ed alla degene­razione delle istituzioni avvenuta con il regime; poi il conflitto mondiale, e nel dopoguerra il dibattito fra un impossibile ritorno allo Statuto ed una nuova rifondazione delle istitu­zioni, più aderente alla realtà del paese uscito dalla guerra.
ROMANO UGOLINI
Le relazioni diplomatiche fra l'Austria e lo Stato pontificio. Ili serie: 1848-1860, voi. primo (28 novembre 1848-28 dicembre 1849), a cura di RICHAIID BLAAS (Fonti per la storia d'Italia, 126); Roma, Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, 1973, in 8, pp. XVII-501. L. 8.000.
Presentando i documenti austriaci circa le relazioni tra l'Austria e lo Stato pontificio per il periodo intercorrente tra la fuga a Gaeta di Pio IX e il ripristino dell'autorità papale in Roma, alla fine del '49, il dr. Blaas che ha curato la pubblicazione con perìzia e prò-