Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1975
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Libri e periodici
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des chances de succès, qui finiront, je respère, par se réaliser (pp. 262-263). Se l'Austria, a causa della situazione in Ungheria, Germania e Italia, non poteva opporsi direttamente al programma francese di riforme, anche la politica del gabinetto francese non poteva procedere troppo oltre nella direzione iniziale (pp. 265, 272, 282, 288), mentre le operazioni belliche proseguivano fino alPingresso dei francesi a Roma (p. 305).
Ora la questione della riorganizzazione dell'amministrazione pontificia assumeva massimo rilievo nelle trattative diplomatiche, che, come apparve ben presto, dovevano risolvere ancora parecchi problemi e rinviarono di mesi il ritorno del Papa a Roma (p. xrv). Al di là di solenni proclamazioni o di congratulazioni, dello stato dell'opinione pubblica in Roma, o della prima attività della Commissione cardinalizia di Stato (pp. 315, 333, 357), se in Roma non mancarono contrasti ed attriti fra le autorità militari francesi e la Commissione cardinalizia circa le proposte di riorganizzazione e le riforme da introdurre (pp. 359, 378, 383 e sgg.). così alla conferenza di Gaeta, nel susseguirsi delle sedute, le discussioni non facilitarono il rientro del papa a Roma sia per il dissenso tra le potenze, sia per la resistenza dello stesso Pio IX. Soltanto alla fine dell'anno, mentre venivano sciogliendosi alcuni nodi della questione (caduta del ministero Tocqueville e nuovo governo conservatore in Francia; condizioni fissate dal pontefice pel suo ritorno; situazione finanziaria dello Stato; ritiro delle truppe di occupazione ecc.), si poteva sperare imminente il ritorno del pontefice: Le Pape ayanl été informe, que la municipalité voulait faire des preparatila dispendieux pour sa reception à Rome, les a interdits. Le general Baraguey d'Hilliers ne se lasse pas d'assurer à toul le monde, que tout ira à souhait pourvu que le Saint-Pere arrive, qu'il n'a d'autres désirs que de seconder ses intenlions. Il a donne ecs mémes asstirances l'autre jour au corps municipal, qu'il avait invite à une soirée chez lui (p. 481). Le condizioni effettive per l'opera di faticoso restauro nello Stato pontificio sono chiaramente delineate da A. M. GHI-SALBEKTI, Roma da Mazzini a Pio IX. Ricerche sulla restaurazione papale del 1849-1850, Milano, 1958.
RENATO GIUSTI
GIUSEPPE GALASSO, Da Mazzini a Salvemini. Il pensiero democratico nell'Italia moderna; Firenze, Le Monnier, 1974, in 8, pp. 341. L. 5.000.
Si tratta di una raccolta di saggi scritti e pubblicati in tempi diversi, ma legati da una comune ispirazione di ricerca resa esplicita dall'inedita introduzione dedicata ai Lineamenti del pensiero democratico italiano dal giacobinismo all'antifascismo. Ispirazione che s'identifica col fine di delineare le correnti del pensiero democratico italiano in modo autonomo sia rispetto alla tradizione liberale, sia nei confronti del pensiero socialista.
Le tappe del discorso di Galasso passano attraverso l'esame del pensiero e del ruolo storico di Mazzini, di Cattaneo e del federalismo repubblicano per arrivare, tramite il saggio sulla Capitale inevitabile che costituisce una digressione utile e coerente nella continuità del discorso, sino all'analisi delle figure intellettuali di Giustino Fortunato e di Salvemini. Il volume si conclude con due saggi dedicati a Gramsci, il primo, e all'evoluzione della critica di Togliatti a Croce, il secondo: studi opportunamente raccolti in appendice perché il loro legame concettuale con i precedenti è solo implicito.
Come dicevo poc'anzi l'ampia introduzione colma ogni soluzione di continuità tra i saggi raccolti, e da questa è opportuno partire nell'esame del testo.
L'analisi di Galasso ravvisa già alla fine del sec. XVIII la presenza di quegli orientamenti di pensiero che danno vita e corpo alla tradizione democratica nazionale (p. 6). Queste correnti di pensiero estrinsecavano la loro vitalità nell'esame delle teoriche del diritto e nella tendenza a sviluppare il dibattito sui mezzi necessari per realizzare una società democratica, piuttosto che su questioni teleologiche. Questo nuovo orientamento culturale creava necessariamente dei legami, prima inesistenti o molto tenui, tra forze reali del paese e cultura.
La distinzione dalla tradizione liberale di questo pensiero democratico, già, sia pure in modo confuso, sensibile ai problemi dell'uguaglianza e della giustizia sociale, e che doveva manifestarsi prepotente nel corso della rivoluzione francese, è chiarita, secondo Galasso, dal confronto tra i modelli di società di Montesquieu e di Rousseau. La prima garantista, più-