Rassegna storica del Risorgimento

SALFI FRANCESCO SAVERIO
anno <1920>   pagina <233>
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Ma se mancano notizie particolari in proposito, le premuro dei patriofispBjqUelle del Bepe,;P.er averlo> Kappli, c'inducono a creÉ8j che egli facesse parte con 2urloiiaodonald, Cuoco, Bic-ciardi, il Duca di Roccaiomana, i generali Pignatelii, Pepe, Arcovito, Colletta, Leebi del club che si riuniva nella casa Gravina e teneva dèSt: l'agitazione per l'indipendenza (1).
Insieme con gli altri egli, ch'ei-a in relazione coi patrioti di Cosenza jaj guani tutti ascr aliene? idei carbonari, dovette incitare,; ina inutilmente, il ftEurafc a dare la costituzione e condan­nare per quel die appare dagli scritti di pochi anni dopo (3), le persecuzioiì della carboneria.
Quei che resta più difficile a conoscere si è quale fosse il suo pensiero sulla guerra d'indipendenza che il Re stava per intrapren­dere. Pensò anch'egli col Colletta ch'era ornai tardi < .cereo, di dis­suadere il Ee (4) ovvero fu di quei pochi avventati che lo incitarono 1
(1 ) LÉMJH:, 61 Wàé ? htìlfmom mvhtwia, ip; ÌSB; M> -. 'Bisognerebbe poter riscontrare S!fl tiMéMG 0 ieHfua 'W {Ìi)WiiJfn'ei;VlieéMoj Àal Lemmi per avere arielié làezza fpp elencati non; ;sia pure il Salii. JRel re* sto anche se il nome di que mancasse non è pensabile clic egli non fosse tra gli ascritti al tiì/ub, di cui i membri pia. influenti .(Cuoco, Ricciardi, Pope. Collctta) erano suoi amicìsssinii.
(2) L. M.. :QTc"ÈeQ:, Intorno U k0(éìm, rffe': mtJtonmiM rk0Utétìa nel 1813, in. Atti dell'Accademia Cosentina*.voi. X., Cosenza, 35p. dell'Indipendenza 186G. pag. 11. Ivi il Greco parlando del ritorno del Sali a Napoli scrive- : L'av­vicinamento di lui oltremodo piacque alla famiglia, ai concittadini più liberali e più colti-à5 M ed afetfcuosì;diseep* lì; Con essivsp;G:cfe;ÌMene'-e'ef Wmrìk piacgiaegtì in brattimeli: upor epistolare corrispondenza, eccitatrice di aspira­zioni generose ; non! senza incitarlo a tener modo di ampiamente diffonderle.. Vani sforzi per allora, che i tempi correvano mvmclbHment.e contraria
(3). Sulla caduta delurat scriveva nella MemiA Eoyclofédigue, ìli (1819) pag. 306 : TI fgft reìntìrixxn,; mais pas antan* pejfétre qrcilie foudrait, qùe 1 icence miJifóaiUfòi aécordévà atte arMSe. qii'on vòùlaib inénager et; la pubSù-. itioTi iinipoll.tig.iH>,:. dhJgée .ctoiiibe 'les Otttbonan smt relìgieuse et démocratique ainsi que le éjftsM appqjptó à fétablissWtaà Tua yonsfri.inxtion7 filovia pror tnise èìf fiOMipùrk eri arni Ee'elametì, pji'ème- par tee'cUefs ,de:MarmG napolitaino, ont le plus"".li Uri bue a la elfcpte de; .1. Murai? w
v < LjEftpp.,.; JfaeitìiWftWc, pagg. 188-180. Lo uniche pa-ioleehe KUlla joiidptftjftl Miuit iÌi5ta'n alibi scritte sono tjuolle pubblicato itclla Sfewrt:'-Btt/pi;ù sopirà .cii*a-'(HJ,, pag-, li-m) : ti njr*pfuMBL- Attuta iJ5:-sa posliion mffi finte M <ÙÌ-'-é-f; 'qMfr lm aveeises eupies, wee les piiissauoes .èfcaìres mmlbkSimk m00 .aie force WSk esltraordJjHvire- et :ne-grande habBM*'k' c'est a la pòsteritò, a jùgor des faitS