Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA GRAN BRETAGNA
anno <1975>   pagina <165>
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Il Mezzogiorno nella Restaurazione 345
Autore prolifico e critico multiforme, il Lepre accanto a saggi sulla nascita del Partito Comunista Italiano o dedicati alla diffìcile situazione nazionale all'indomani della Seconda Guerra Mondiale, mantiene però vivo il suo interesse primo per lo studio delle strutture economiche e delle classi sociali nel Regno di Napoli tra di '7-800, come dimostrano i diversi artìcoli comparsi in questi ultimi anni sulla rivista Studi storici. ')
Dopo aver dedicato un volume alla rivoluzione napoletana del 1820-21 (Roma, 1967), in cui la dimensione classista della stessa, approfondita oltre che sullo spoglio degli Atti del Parlamento, sui precedenti giudizi del Candeloro (Storia dell'Italia moderna. II. Dalla Restaurazione alla Rivolu­zione Nazionale, Milano, 1958) e del Berti (/ democratici e l'iniziativa meridionale nel Risorgimento, Molano, 1962), emerge dall'analisi delle cor­renti eterodosse del Parlamento durante il nonimestre costituzionale , egli è tornato a considerare quale punto d'arrivo delle precedenti indagini, i nodi del Risorgimento meridionale (1799, 1820, '48, '60).
Alla base del suo discorso, in linea di principio d'impostazione gram­sciana come meglio vedremo in seguito, -c'è per il Lepre una costante della storia delle classi sociali meridionali: la frattura nelle campagne tra pro­prietari, e contadini poveri. Frattura che viene definita quasi endèmica della realtà del Mezzogiorno e che una sola volta vede la piena saldatura delle forze nella rivolta antispagnola ed antibaronale del 1647, che è niente altro come si ricorderà che la tesi di fondo mutuata dal lavoro di Rosario Villari sul moto masanelliano, che non poche polemiche ha sollevato tra gli storici del viceregno spagnolo.2)
E di conseguenza l'unico modo valido di avvicinarsi alla realtà del mondo meridionale risulta essere secondo quanto afferma l'Autore nella prefazione non più la storia delle idee, bensì l'esame della società, della lotta di classe, la quale anche se non ancora valutabile quantitativamente rimane la cartina al tornasole di detta società, ora collo scontro frontale tra proprietari e contadini, ora con l'accordo per quanto provvisorio ed episo­dico, dei due poli, come nel caso del 1820-21.
Ma perché ai realizzi questa storia sociale del Mezzogiorno, che è stato il sogno dell'intera vita di studioso di Gabriele Pepe, bisogna fare atten­zione alle difficoltà congenite che essa presenta. In apertura, guardarsi dal fare astrazione dalle situazioni strutturali , non meno che dalla corre­lativa possibilità, sèmpre presente, di servirsi indiscriminatamente di gene­ralizzazioni sociologiche, laddove la sociologia resta alla base e non in ruolo
t) Cfr. tra gli altri Sui rapporti tra Mezzoporno ed Europa nel Risorgimento, in Studi storici, 1969, n, 3; Sulla censuazione dei beni dei gesuiti, m. 1970, n. 2.
2} Una dettagliato discussione di questa tesi si trova in G. GALASSO, Dal comune medie' vate cit., p. 124 sgg,, coi si rimanda, onde non appesantire ulteriormente il nostro esame.