Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA GRAN BRETAGNA
anno
<
1975
>
pagina
<
166
>
Luigi Parente
ancillare di questa storiografia; ed infine ancora più grave, il perìcolo di privilegiare un momento del processo storico a danno della necessaria sintesi economica e politica che dovrebbe derivare da tale impostazione. Un lavoro in questo senso deve superale Io stadio artigianale di ricerca perso* naie per affermarsi come vero e proprio modello d'indagine d'equipe, con accumulazione sempre crescente di nuove esperienze in relazione a nuovi orientamenti, nel richiamarsi alle diverse mentalità e comportamenti, come ha saputo fare in modo organico il Dal Pane per la Bologna risorgimentale.
Ancora un altro limite oggettivo è la difficoltà di reperimento riguardo al <( mondo popolare subalterno meridionale delle fonti ad esso relative, di cui già si lamentava anni or sono l'iniziatore di tali ricerche, Leopoldo Cassese,l) ed allora la vastità dell'analisi e l'elaborazione dei nuovi dati diventa uno scoglio insuperabile, ove non venga accompagnata da lavori di gruppo.
È fuori discussione, concludendo, che debba concedersi largo spazio alle fonti involontarie, per usare un termine caro al Bloch, da avere un quadro molto variegato e per nulla settoriale, così come non è da sottovalutare lo spoglio degli archivi familiari, o di quelli comunali, secondo quanto dimostrato da recenti riuscite realizzazioni.2)
All'indomani del trattato di Casalanza, la restaurazione borbonica prendeva una via diversa da quella del "99: la parentesi napoleonica e il periodo della occupazione straniera, come forzatamente si volle far passare il decennio francese , non spingevano se non in senso moderato a conservare quanto di moderno ed efficiente era stato trasferito nei gangli della vita napoletana (Romeo). Sarà opera dei vari Tommasi, Circello, Medici, Canora, ognuno secondo le proprie credenze e capacità, ridimensionare il tiro rivoluzionario della nuova legislazione, e consolidare il potere centrale dello Stato, al tempo stesso che gravi crisi europee colpivano la sistemazione statuale-amministrativa-politica del Medici.
Lo sviluppo generale dell'economia napoletana risente, negli anni della dittatura Medici, delle prime crisi di carattere continentale: il crollo dei prezzi agricoli prima, la carestia del 1816-17, e l'ingresso dei grani russi nel mercato mediterraneo.
) L. CASSESE, Le fonti della storia economica dell'Ottocento. Il Regno di Napoli, Roma. 1955. Di recente sono stati pubblicali tutti ì saggi del Casscsc sparsi in riviste, sotto il titolo Scrìtti di storia meridionale, a cura di P. LAVEGLIA e A. CESTARO. Salerno, 1970.
Sull'opera del Cassese, cfr. quanto scrive il VILLANI, Leopoldo Cassese storico dei contadini del Mezzogiorno, in Saggi in onore di Leopoldo Cassese (Napoli, voi. I, 1971), dove però si enfatizza non poco la fase populistieo-gramsciuna dello storico salernitano.
2) Pensiamo infatti a li. MOSCATI, Vita famiglia borghese del Mezzogiorno, Napoli, 1964, e a G. GIARRIZZO. Un comune rurale delta Sicilia Etnea (BiancaviUa 1810-1860), Catania, 1963.
346