Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA GRAN BRETAGNA
anno
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1975
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pagina
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168
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348 Ltgi Parente "
gama a far precipitare nelle giornate di luglio la malferma staticità politica medicea.
A questo punto, a proposito della rivoluzione del '20, il Lepre ripete quanto già affermato nel volume ad essa dedicato, secondo cui questa è indubbiamente la più democratica ed aperta al futuro che vi sia stata nel Mezzogiorno durante il periodo risorgimentale, e per tale ragione essa riuscì a conquistare la fiduciosa attesa dei contadini poveri e la benevola neutralità del sottoproletariato di Napoli . *)
Contro lo sforzo, riuscito sotto tutti i punti di vista, di darci un quadro pieno della composizione sociale del parlamento e della sua dialettica politica, rimane invece monco lo scandaglio che doveva operarsi circa il rapporto città-campagna, e più precisamente i moti contadini eversivi localizzati un po' dappertutto nel Mezzogiorno, obiettivo tenuto presente dal Renda nel caso delle sommosse contadine per la parte insulare del Regno. 2) Il quinto capitolo abbraccia gli anni dal 1821 al '48, anni che per l'importanza degli avvenimenti politici venutisi a determinare (normalizzazione post-,20; regno di Francesco I; nuovo corso ferdinandeo), e più ancora per le tendenze economiche e sociali (avvio di sviluppo industriale) si prestano ad essere definiti nevralgici.
Per esaminare obiettivamente dal lato tanto strutturale che istituzionale questi. 27 anni, bisognava, a causa di fattori intrinseci non secondari, suddividerli in due periodi distinti: 1821-30 il primo, e fino al '48 l'altro. Nel primo decennio, alle cui caratteristiche politiche sta badando di Cingali,3 la situazione è quella di sempre: ribasso dei prezzi agricoli, ristagno del commercio interno ed estero, diminuzione della fondiaria da parte dei proprietari in stretta connessione colla richiesta di creazione di moderne infrastrutture.
Tutto in questi anni è in funzione della classe di sostegno governativo, la borghesia senza aggettivi, e di qui l'abolizione delle corporazioni, la liberalizzazione del commercio con la Sicilia per creare un mercato unitario, ed ancora le tariffe protezionistiche del '23-24, il trampolino ideale per Velile politica per un balzo industriale ...
Certo i primi anni di regno del giovane Ferdinando alimentati da misure politiche di natura demagogica (basti, ad esempio, il decreto 11 gennaio '31 sulla ritenuta sui soldi e le pensioni degli impiegati) fanno parlare di idillio tra governo e paese, e vedono al contempo una fioritura
') A. LEPRE. Storia del Mezzogiorno cit., p. 10.
2) F. RENDA, Risorgimento e dosai popolari in Sicilia (1820-1821), Milano, 1968, particolarmente i capp. 3 e 5.
3) CCr. G. CIWCAHI, Mezzogiorno e Risorgimento. La Restaurazione a Napoli dal 1821 al 1830, Bari, 1970, ohe si incentra sul rapporto Stato-Società.