Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA GRAN BRETAGNA
anno
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1975
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pagina
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169
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// Mezzogiorno nella Restaurazione 349
di nuovi interessi speculativi ed economici, oltre il diffondersi di numerose pubblicazioni periodiche, a partire dal Progresso, Museo, Annali Civili.
Ma il centro del problema è di ben altra forma, è il trend economico meridionale ebe vive un momento di boom espansivo.
Cessata la crisi ciclica del mondo rurale, il Napoletano riprende quo* ta, ed ecco l'avanzata dell'industria manifatturiera, la creazione di società anonime, come la Banca Fruttuaria, la Società enologica industriale dell'utopista Corvaja, la Compagnia Sebezia promotrice delle industrie nazionali, le colture tradizionali (grano, olio, vino) vengono appoggiate ad altre industriali, " aumento del volume complessivo della produzione e degli scambi.
Altrettanto nel campo dei rapporti commerciali se proprio allora, è stato segnalato di recente, si nominano i primi consoli napoletani negli Stati Uniti, e la successiva missione Nelson ("32) facilitò lo sviluppo degli scambi e riapri la strada per un trattato di commercio, che però non si concluse.
Parallelamente assistiamo all'affermazione del 'fronte liberista napoletano, la generazione del '30 , ebe fatta la sua vigilia scientifica sul pensiero del Say e del Rossi (La quegli anni si traducono nel Regno i loro trattati d'economia), sarà non piccola cosa per la critica delle strutture borboniche dall'interno. Figure come Lodovico Bianchini, Carlo Afan de Rivera, Mauro L. Rotondo, Carlo Mele, Ferdinando Lucchesi-Palli, e più ancora Matteo De Augustinis, della cui coerente sintesi ideologia-prassi abbiamo discorso a parte,3) assumono posizioni di primo piano nell'ambito politico locale e la mancanza di studi specifici al riguardo, anche solamente biografici, ci trova ancora lontani, come non si stanca di ripetere da anni il Moscati, 4> dall'esaustiva ricostruzione delle diverse componenti del periodo della Restaurazione. Risulta quindi superfluo insistere sui problemi dibattuti, come la libertà di commercio, la questione della proprietà letteraria, l'unione doganale e runiformità dei pesi e delle misure, la co-
') La bibliografia in proposito è vastissima, ed e stata ampiamente esaminata dà G. CINGAMI. // dibattilo sullo sviluppo economico del Mezzogiorno dal 1825 al 1840, in Problemi del Risorgimento meridionale, Messina-Firenze, 1965, pp. 7-76.
2) V. GIURA, Russia, Stati Uniti d'America e Regno di Napoli nell'età del Risorgi' mento, Napoli, 1967, che integra por certi Iati il lavoro del GRAZIAMI, // commercio estero del Regno delle Due Sicilie, in Archivio Economico dell'unificazione italiana, 1960, voi. X, f. 1, che si era soffermato sul fattore merceologico del commercio meridionale.
3) Ci permettiamo di rinviare al nostro saggio Ideologìa politica e realtà sociale nell'attività pubblicistica di Matteo De Augustinis, in corso di stampa sul voi. del "73 del-l'Archivio storico per le provincia napoletane* nel quale vengono analizzate le posizioni teoriche degli economisti e le relative scelte del governo borbonico negli anni pre-*48.
4) R. MOSCATI, La storiografia italiana del dopoguerra sul periodo 1815-1870 in La storiografia italiana negli ultimi vent'anni, Milano, 1970, I, p. 668 sgg.