Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA GRAN BRETAGNA
anno
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1975
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pagina
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170
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350
Luigi Parente
struscione di arterie viarie e ferroviarie, salvo il fatto che si è in presenza di un blocco non indifferenziato ed omogeneo, bisognevole, ripetiamo, di caratterizzazioni scientifico - leore tiene, caso per caso.
Aperto dal Cingali il cammino, di recente Pasquale Villani ha dovuto ridimensionare il limite scientifico dello storico delle finanze napoletane e lo ha fatto sia per la sua attività di amministratore statale (fu nominato direttore dell'Interino nel '54), di stretta marca 'illuministica, sia per il suo proprio pensiero economico. "
Equivoco risulta il giudizio del Lepre sulla prima opera economica del De Augustànis, Della condizione economica del Regno di Napoli, pubblicata nel 1833, laddove dimenticando l'abbrìvio che da essa successivamente verrà per indagini socio-statistiche del genere (Rotondo, Carfora), si parla di forzatura polemica in relazione al periodo storico esaminato.2
Un maggiore impegno di analisi avrebbe potuto evitare al Lepre di in-correre in una menzogna convenzionale, messa in circolazione dal De Samuele Cagnazzi,3) ma smentita dalla più recente storiografia sulla base del progressismo sociale del pensatore economico napoletano.
Una breve parentesi sembra necessario aprire a questo punto.
Un'analisi che pretenda d'essere esauriente e completa, in nessun modo può sottrarsi all'appuntamento col tema culturale, su cui preme fare alcune precisazioni.
Alla luce dei moderni indirizzi storiografici, l'indagine andrebbe approfondita mettendo a stretto contatto l'ambito letterario e pubblicistico e la società in cui esso si manifesta, -alla stregua di quanto viene proponendo la VI sezione delTEcole Pratique des Hautes Études, che sotto l'impulso unificatóre di Alphonse Dupront. ha dato per adesso un primo modello limitato all'età illuministica.
') P. VILLANI, Lodovico Bianchini e la storia economica del Mezzogiorno, in Rassegna economica, 1967, n. 6, pp. 1345-1364; dello stesso è la voce in Dizionario Biografico degli Italiani, voi. X, Roma, 1968, pp. 208-212; F. BRANCATO, Il realismo economico e storico di Lodovico Bianchini, in Nuovi quaderni del meridione, 1969, un. 25-26-27-28, di genere biografico. Sarebbe stato forse opportuno che il DE ROSA nella sua introduzione alia Storia delle finanze del Regno di Napoli (Napoli, 1971) sottolineasse i punti di contatto tra il pensiero del Bianchini e quello della Scuola storica del List e del Roscher.
2) A. LEPRE, op. cit., p. 161.
3) Avanzata da L. DB SAMUELE CAGNAZZI, La mia vita (1764-1862), a cura di A. CUTOLO, Milano, 1944, per il fatto che il De Augustinis teneva frequenti consultazioni con l'allora ministro delle finanze d'Andrea.
Da questo schema convenzionale non si libera neanche il Villani, dato che finisce per giudicare ingenuo il confronto ohe l'economista stabiliva tra il regno meridionale e la Lombardia (Feudalità cit., p. 142). Nella fattispecie dell'opera dcagustiniana, il referente lombardo in effetti era presente esclusivamente quale esempio di un paese avviato sulla via del capitalismo agrario e non altrimenti se ne riconosceva la sua legittimità socioeconomica.