Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA GRAN BRETAGNA
anno
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1975
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pagina
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179
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Gli astili moderati siciliani nel 1859*60 359
né simpatie, né tolleranza: l'idea di un nuovo piccolo regno nell'Isola, mi pare scartata olfatto nel mondo e nulla potrà farla più trionfare. Ciò posto, non potremmo noi cedere su questo punto, senza dirlo esplicitamente? Tutto si ridurrebbe a domandare che fossimo li berati dalla tirannide attuale, ma tacendo allo atesso tempo se vogliamo un nuovo re par-tieolurc, o se ci rassegneremmo ad una combinazione come quella del monco 1848 ...; salvo in seguito a poter mettere in campo l'idea d'un re a parte, qualora le condizioni d'indipen denza siano illusorie, e qualora l'andamento della polìtica generale o l'atteggiamento del* l'Inghilterra ci secondassero. )
La riunione in casa Mancini ebbe ugualmente luogo: i partecipanti, trentasette, 2> in seguito alla notizia, pubblicata proprio quella mattina dai giornali piemontesi, ebe il governo napoletano aveva proclamato la neutralità, in una dichiarazione espressero la loro indignazione e deliberarono di nominare un Comitato di cinque membri, affinché fosse compilato un memoriale che diebia-rasse intollerabile il sistema politico napoletano ed esortasse i governi francese e piemontese a non accettare la dichiarazione di neutralità del regno delle Due Sicilie.3' Membri del Comitato furono eletti Mancini, D'Ayala, Casliglia, Romeo e Carlo Poerio: quest'ultimo fu nominato, pare, su proposta dello stesso Mancini per mostrare che non v'erano dissidi, sperando sempre di poterlo per-suadere: ma fu opera vana . 4> Poerio rifiutò l'incarico, spiegando in una lettera al Mancini, i motivi del suo dissenso,5' mentre Massari commentava assai duramente la riunione.6)
Anche gli autonomisti siciliani non appoggiarono l'iniziativa: mancano testimonianze precise, ma del fatto che abbiano prevalso le direttive del Torre Arsa e dei fratelli Amari si può trovare conferma, anche se non del tutto esplicita, in una lettera che Giacomo Tofano, uno dei partecipanti alla riunione, indirizzò al D'Ayala, nella quale egli si rammaricava che la dichiarazione redatta a conclusione dell'incontro fosse priva delle firme se non di rutti, della maggioranza de' deputati, che si presume rappresentino la pubblica opinione del nostro paese . ''' Se qualcuno dei maggiori rappresentanti del gruppo siciliano avesse aderito, il Tofano lo avrebbe ricordato.
Villafranca interruppe definitivamente quei progetti In attesa del Congresso di pace, gli emigrati siciliani ricominciarono ad adoperarsi affinché ve-
') Ibidem.
2) Fra gli intervenuti vi furono: Raffaele Pìria, Pasquale S. Mancini, Liborio Romano, Luigi Praino. Benedetto Castiglia, Antonino Plutino, Giovanni Andrea Romeo, Sigismondo Castromediano, Gennaro di San Donato, Giacomo Coppola, Francesco Trincherà.
3) La dichiarazione fu approvata con 38 voti favorevoli contro 4. Fu pubblicata il giorno dopo, con 55 firme, comprese quelle di molti assenti da casa Mancini. Cfr. M. MAZZIOTTI, op. cit., ppi.374-376; Memorie di Mariano D'Ayala e del suo tempo (1880-1877), scritte dal figlio MICHELANGELO, Tormo-Roma-Firenze, Bocca, 1886, pp. 262-264; G. TOFANO, op. cft pp. 149-150.
*) Memorie di M. D'Ayala cit., p. 263. Cfr. anche NUNZIO COPPOLA, Carlo Poerio, La questione meridionale cit., pp. 289-312.
5) Lettera di C. Poerio a P. S. Mancini dell'11 giugno 1859, in Carteggi di V. Imbrumi, Vóci di nuli polìtici meridionali cit., pp. 197-198. Era stata però già pubblicata dallo stesso NUNZIO COPPOLA, Carlo Poerio cit., pp. 300-302. il quale, a proposito del Memorandum, scrive che esso non ebbe alcun seguito, anche per gli eventi della guerra.
6) G. MASSARI, OD. cit., p. 266.
7) Lettera di Tofano a D'Ayala del 7 giugno 1859, in G. TOFANO, op. cit.. p. 151.