Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA GRAN BRETAGNA
anno
<
1975
>
pagina
<
181
>
GM esuli moderati siciliani nel 1859-60 361
si dovrebbe evidentemente vincere le resistenze di Alessandro il quale ba dichiarato e finché non accada qualche tatto importante, dichiarerà sempre intangibile il regime partenopeo- Ecco la min idea. Dimmi subito se tu l'approvi.*)
Purtroppo nulla potè fare il Rattazzi: nel colloquio avvenuto il 21 luglio il ministro sardo aperse al Ferrara
non solo l'animo suo, ma l'alto segreto della posizione attuale.
Tutto ciò che i giornali dicono e sperano, sarebbe una pretta illusione. La reintegrazione del Gran Duca e del Duca di Modena è slata condizione senza di cui l'imperatore d'Austria non avrebbe firmato, e fu inteso e stabilito che, se mai sorgessero ostacoli, e la Francia non si decidesse a levarli, l'Austria procederebbe armata manu come a' bei tempi della S. Alleanza e la Francia non si opporrebbe. Parma fu lasciata indietro, perché non era alleato dell'Austria; ma è pure inteso che il Piemonte non ha alcuna ragione da far valere per incorporarselo. Nessuna speranza per un arciduca nel Veneto; soltanto gli si promettono buone istituzioni.
Tale è Io stato delle cose, né vi ha, se non sorgono nuovi e clamorosi fatti, da sperare che la pace definitiva contenga una menoma clausola diversa da' preliminari resi di ragion pubblica. Le conferenze di Zurigo saranno brevissime e semplicissime, e fuori del rifiuto di aderirsi da parte nostra alla federazione, non sarà possibile elevare la menoma questione estranea, come sarebbe quella che noi proponiamo.
La persona in un sol punto ai trovò di accordo con me, che, se in questo intervallo avvenisse qualche novità scria laggiù, certamente si potrebbe discutere nel senso nostro; ma ripetè nettamente che, senza di ciò, nulla può fare... In ogni caso, non solamente l'amico vedrebbe di buon occhio la fusione come noi la vogliamo; ma se anche, in disperazione di causa, si trattasse di poterci agevolare uno degli altri due progetti, farebbe di tutto, perché la nostra causa gli è stata sempre cara, perché noi meritiamo miglior sorte ec. ec. ')
Non rimaneva altra speranza che la missione a Londra, intrapresa nel settembre dal Torre Arsa con Pandolfina e Camerata, per chiedere l'appoggio inglese all'indipendenza siciliana. Il marchese, anche se poco convinto, accettò per non lasciare intentata alcuna possibilità.3) Ma nulla ottenne, com'egli aveva ben previsto, salvo che eccitare lo sdegno del La Farina.4)
Giustamente il Composto osserva come la missione londinese ebbe una sua funzione storica, proprio per il fallimento dei suoi scopi immediati, perché da quel fallimento ebbero inizio lo sfaldamento e la parabola discendente del-
1) Ibidem.
2) Lettera di F. Ferrara ad Emetico Amari del [21 luglio 1859]. La lettera non è datata ma è stato possibile ricavarne la data, grazie alla testimonianza del Cordova che ne scrisse al Torre Arsa, il 22 luglio 1859. Cfr. R. COMPOSTO, La missione Torre Arsa cit., p. 2, nota 6.
3) / L'impresa non e facile e lusinghiera, siamo d'accordo, ma un naufrago non può scegliere i modi di salvamento, e deve attaccarsi al pezzo di legno più prossimo, quando non ba altro mezzo di avere il tempo di rivolgere i suol voti al cielo pria di sommergere, e questo caso ò il nostro. Reclamare, ancora una volta, e protestare, per ultimo. Dolorosa condizione del paese nostro . Lettera di Torre Arsa a Ruggero Settimo del 2 agosto 1859, in C. AVAHNA oi GUALTIERI, op. cit., p. 245.
4) Un vero grido di maledizione si è levato contro questo conato di municipalismo e di separantismo. Io spero che hi Sicilia mostrerà in breve, ohe quei aignori han mentito -Lettera di G. La Farina a F. Bartolomeo del 27 settembre 1859, in GIUSEPPE LA FARINA, Epistolario, a cura di AUSONIO FRANCHI, Milano, Treves, 1869, voi. II, p. 212.