Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA GRAN BRETAGNA
anno <1975>   pagina <182>
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362 Gabriella Ciampi
"autonomismo e la maturazione di quei germi filo-sabaudi che già non erano mancati del tatto in alcuni esponenti . I
Tra la fine del '59 ed i primi mesi del '60 si assiste, infatti, ad una serie di iniziative tutte miranti a stabilire punti di contatto con il Piemonte. Nel di cembre il Re ricevette Vito D'Omles Reggio, il quale alla domanda: quali sono le opinioni dei Siciliani? rispose: Casa Savoia ma con autonomia mas­sima e parlamento separato . r>
Sempre in quei giorni Cavour, nominato plenipotenziario al Congresso, che avrebbe dovuto dare una sistemazione definitiva all'Italia, invitò Cordova ad accompagnarlo, quale esperto di problemi siciliani.3' Torre Arsa, deluso dalla missione londinese, decise di impegnarsi con Cordova per aprire tratta­tive col Cavour, con la speranza che questi appoggiasse un'eventuale soluzione autonomista della Sicilia. Egli, infatti, riconosceva che ormai l'alleanza anglo­francese e la preponderanza piemontese in Italia erano fatto compito;4' ne conseguiva che gli interessi siciliani deggionsi piegare a norma delle con­dizioni inevitabili del tempo, e rientrare in quella cerchia che sola può spun­tare a qualche cosa. La stessa rivoluzione trionfante in Sicilia non potrebbe tracciarci altra via . " E di fronte alla perplessità mostrata dal Cavour circa la richiesta siciliana di avere un Parlamento separato,6) il Torre Àrsa, pur rico­noscendo che, una volta avveratasi l'unità della Penisola, i Siciliani avrebbero rinunciato al principio dell'indipendenza assoluta della loro terra,7' ribadiva che in primo luogo c'era il dovere di salvaguardare la Sicilia da Napoli. Una più stretta fusione col Piemonte potrebbe esser la conseguenza degli ajuti di questo forniti alla Sicilia, ma non potrebbe formare in nessun caso la base d'un precedente accordo che potrebbe fornire il risultato tristissimo di darci piena­mente nelle mani del governo Napolitano. I Siciliani sono e vogliono essere Italiani, ma non consentiranno mai di buon grado di essere Napolitani .8)
') R. COMPOSTO. La missione Torre Arsa cit., p. 7.
2) Lettera di Cordova a Torre Arsa del 12 aprile 1860, in GIUSEPPE MINOLFI, Le trat-lative dei profughi siciliani con Cavour nel 1860, attraverso una corrispondenza tra 'H marchese Fardello di Torre Arsa e Filippo Cordova, in Archivio storico siciliano, serie IH, voL VII (1955), p. 334.
3) Cavour già destinato a rappresentare l'Italia al nuovo Congresso (promosso dalla Russia, ed accettato dalle grandi potenze), desidera che io l'accompagni: ci si offre perciò un buon taglio, di far valere i diritti della Sicilia . Lettera di Cordova a Torre Arsa dei primi di gennaio 1860, in FILIPPO CORDOVA, 1 discorsi parlamentari e gli scritti editi ed inediti, Roma, Fontani e C, 1889-1893, voi. I, p. 99.
4) Lettera di- Torre Arsa a Cordova del 20 gennaio 1860, in G. MINOLFI, op. cit., p. 295.
5) Ibidem.
6) u Poi raccogliendosi con la sua solila finezza e guardandomi hi viso mi ha doman­dato: non crede Ella che ammesso un Parlamento separato in Sicilia i risultati sareb­bero distruttivi della presente italianità dell'Isola? Non crede che essa ricomincerebbe un ricorso verso il 1812? . Lettera di Cordova a Torre Arsa del 28 gennaio 1860, ibidem, p. 296.
') Lettera di Torre Arsa a Cordova del 31 gennaio 1860, ibidem, p. 299.
8) Lettoni di Torre Arsa a Cordova del 4 febbraio 1860, ibidem, p. 303. Ancor più chiaramente doveva pronunciarsi il Torre Arsa albi une di marzo, allorché più forti si fecero le pressioni degli esuli su Cavour, circa l'appoggio del governo piemontese ad una eventuale insurrezione siciliana. lo ho detto che se la Sicilia, ricevendo i soccorsi mate­riati e palesi del Piemonte, deve gridare viva Vittorio Emanuele e mirare a conservare