Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA GRAN BRETAGNA
anno <1975>   pagina <185>
immagine non disponibile

Gli esuli inodorati siciliani nel 1859-60 365
- i
cui egli, che io ritengo sempre lo stesso, aveva 10 anni addietro tante simpatie. Non se ne offese; ma con una cercaria di concentramBnto mi disse due Erasi significative: erede ella veramente che io non ci pensi? e poi: ma perché si son voluti tanto affrettare? l'affare non era per anco maturo , ' )
Nello stesso tempo, nel regno sardo, gli esuli siciliani si adoperavano atti­vamente: a Genova il conte Amari che, come si è visto, aveva accantonato la pregiudiziale autonomista, aveva costituito insieme con Pietro Marano2' e con Vincenzo Errante,3) non appena si erano profilate avvisaglie rivoluzionarie, un Comitato per i soccorsi alla Sicilia, col compilo di raccogliere denaro per soc­correre nel miglior modo possibile la rivoluzione.4) Circa il programma poli­tico del Comitato, egli precisava: Abbiamo scritto a Rizzar!5) per parlarne e raccogliere denaro da tutti coloro che sono in Toscana. Come ben s'intende fa­cendo tatto questo non si aderisce, non si dissente a nessun programma politico, né se ne forma alcuno. Ognuno di noi rimane nella sua fede e nelle proprie opinioni .*) È questa una precisazione estremamente interessante: si voleva, cioè, riunire tutte le forze, sia democratiche, sia moderate lafariniane, in modo da soccorrere la Sicilia nella più completa unità di mezzi e di intenti. Di fatto questa unificazione delle varie forze non avvenne. Tuttavia il Comitato del conte Amari riuscì a svolgere una propria autonoma funzione, anche in campo finanziario, e riuscì a far sentire la voce dei moderati siciliani nell'opera di pre­parazione della spedizione garibaldina.7) D'altra parte lo stesso Garibaldi ebbe
1) Lettera di F. Ferrara ad Emetico Amari del 20 aprile [1860]. Già EUGENIO DI CABLO (L'emigrazione siciliana in Toscana nell'epoca del Risorgimento, in Bulleltmo Senese di Storia Patria, serie IH, a. X-XI (1951-1955), pp. 194-217; ora in Dottrine, problemi e figure del Risorgimento Italiano, Palermo, G. Denaro, 1963, pp. 184-185), aveva citato alcuni brani di una lettera del Ferrara del 25 aprile 1860 diretta a Giuseppe Bracco Amari, in cui si parlava appunto di tale colloquio.
2) Pietro Marano, di Catania, fece parte della Legione Italica di Nicola Fahrizi. Scop­piata la rivoluzione del 1848, fu eletto deputato alla Camera dei Comuni e nel ministero Torre Arsa fu ministro degli Interni. Dopo la restaurazione borbonica fu esule a Malta e quindi a Genova.
3) Vincenzo Errante, di Palermo, repubblicano, fu anch'egli membro della Camera dei Comuni: dal 15 novembre 1848 fu ministro dell'istruzione pubblica e dal 13 marzo 1849 dei lavori pubblici* Allorché la reazione trionfò, andò in esilio in Piemonte,
4) Lettera del conte Amari a Torre Arsa dell'I 1 aprile 1860, in V. DE MARIA, op. cit.,
p. 91.
5) Mario Rizzar!, economista celanese, che, come vedremo, farà parte del Comitato di Pisa, era legato a La Farina e membro della Società Nazionale. Cfr. lettera di La Farina a Rizzari del 30 novembre 1859, in G. LA FARINA, op. cit., voi. II, p. 244. a Sarebbe utile costituire in Pisa un Comitato. Vedi di radunare un tre o cinque persone che voglino, che sappino, e che possano incaricarsi .
*) Lettera del conte Amari a Torre Arsa dell'll aprile 1860 cit.
T) Circa la resistenza fatta al tentativo sia di Lo Farina, sia di Bertoni di assorbire la cassa del Comitato Siciliano, cfr. lettere del conte Amari a Michele Amari dell'8-9-12 maggio 1860, in R. COMPOSTO, Lettere del conte di Sant'Adriano cit., pp. 39-43; EUGENIO DI CABLO, Dodici lettere inedite di Michele Amari al conte Michele Amari di Sant'Adriano, in La Sicilia nel Risorgimento Italiano, a. I (1931), fase. I, pp. 113-122. Il Comitato del conte Amari si occupò, oltre alla spedizione dei Mille, di quella dell'Utile del 25 maggio, e collaborò alle spedizioni Medici e Cosenz.