Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA GRAN BRETAGNA
anno <1975>   pagina <186>
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366 Gabriella Ciampi
a lodare lo scopo che la società si prefiggeva e, almeno in un primo tempo, a incoraggiare l'iniziativa. ' >
Sull'esempio elei Gomitato siciliano di Genova, altri ne sorsero in altre città: in Toscana, ad esempio, ne furono organizzati nno a Firenze da Michele Amari ed nn altro a Pisa: di quest'ultimo, istituito il 1 maggio, fu nominato Presidente Francesco Ferrara e Segretario Mario Rizzari.2)
Ma gli avvenimenti incalzavano: dopo nn alternarsi di notizie dalla Sici­lia, a Genova Garibaldi decideva di partire. La spedizione suscitò il sospetto degli autonomisti moderati, i quali temettero di essere tagliati fuori dal rias­setto politico dell'Isola, della quale si consideravano il principale nucleo diri­gente ed il conte Michele Amari addirittura affermava: Le idee socialistiche non mi spaventavano, ma i socialisti mi fanno paura . ) Prevalse, perciò, l'opi­nione di allearsi con la sola forza che poteva validamente fronteggiare Gari­baldi: Cavour. Buona parte del gruppo autonomista abbracciò il programma della fusione incondizionata.
Torre Arsa, che già alla fine di aprile, attraverso Cordova, aveva offerto la propria cooperazione a Cavour,*) partita la spedizione dei Mille, temendo il pericolo costituito dai democratici, soprattutto per le loro convinzioni repub­blicane, incitava gli amici in Sicilia ad unirsi al Piemonte: nell'annessione im­mediata egli vedeva l'unico mezzo per assicurare all'isola la tranquillità e l'or­dine amministrativo, la fine delle fazioni e soprattutto l'argine alle intempe­ranze dei democratici.3) Ed il marchese di Roccaforte, con chiaro realismo, scriveva da Parigi: In riguardo all'opinione dell'autonomia in Sicilia mi sem­bra ormai inutile parlare adesso che parlano gli avvenimenti e i fatti compiuti o che si compiono. L'avvenire della Sicilia si deciderà dal Parlamento Italiano di Torino ed è là che i nostri avrebbero dovuto far di tutto per sedere e difen­dervi un sistema italiano antifusionista alla Francese ed anticentralizzatore. La Sicilia, impegnata come trovasi in una guerra contro Napoli e non potendo sperare d'altri che dagl'Italiani e dal sentimento Italiano, deve seguire e se si vuole anche, subire senza condizioni, almeno per adesso, questo sentimento, e
*) Dopo la partenza della spedizione dei Mille. Garibaldi affidò a Bertani il compito di raccogliere denaro ed organizzare soccorsi, inviando uomini e mezzi. II Bertani istituiva la Cassa di soccorso a Garibaldi, articolata in diramazioni locali, che successivamente pre­sero il nome di Comitati di Provvedimento. Vi è una discordanza sulla data dell'istituzione di tale Cassa: ATTILIO DEPOLI (Bertoni, Mazzini* Cavour ed i soccorsi a Garibaldi, in Genova e l'impresa dei Mille, Roma, Canesi, 1961, voi. II, pp. 359-494) indica il 15 maggio; GIUSEPPE MARALDI (La spedizione dei mille e l'opera di Agostino Bertani, cstr. dagli Atti della R. Accademia di Sciente, lettere ed arti di Palermo, serie IV, 1940) invece il 17 maggio.
Z) Gli altri componenti del Comitato erano: Toscanelli figlio; ... un Monselles ebreo e ricco. Tesoriere; un Dell'Omo d'arme, popolano ricco, reputato, attivissimo, ed attissimo a tmcsto genere di faccende . Lettera di F. Ferrara ad Emetico Amari del 1 maggio [1860]. Ambedue i Comitali erano in dipendenza da quello di Genova, comò testimoniano e il Ferrara e Michele Amari. Gir. Lettera di Michele Amari al conte Michele Amari [del 20 aprile 1860], in MICHELE AMASI, Carteggio, a cura di ALESSANDRO D'ANCONA* Torino, Roux Pressati e C, 1896-1907, voi. II, pp. 73-75.
3) Lettera del conte Amari u Michele Amari del 13 giugno 1860, in F. COMPOSTO, Lettere dei conte di Sant'Adriano eh., p. 60.
4) Lettera di Torre Arso a Cordova del 29 aprile 1860, in G. MINOLFI, op. éit., pp. 344-345.
5) F. DB STEFANO, op. mi., p. 158.