Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA GRAN BRETAGNA
anno <1975>   pagina <187>
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Gli mU moderati siciliani ad 1859'60 3M
neppur mostrare semplici velleità separatiste..') È evidente l'allusione a chi continuava a battere la vecchia strada dell'appello all'Inghilterra, come propo­neva Vito Beltrani al marchese di Torre Arsa2) ancora dopo il moto della Gancia, ed a chi, come Emetico Amari, Ferrara, Perez, rifiatava di accettare la onoranda e rispettabile logica degli avvenimenti e della necessità .3j
Si delineava sempre più la divisione del fronte autonomista, come dimo­stra il confronto fra le parole del Roccaforte e quelle ad esempio del Ferrara, che, pur rallegrandosi del successo della spedizione dei Mille, confidava i suoi timori all'amico più caro, Enterico Amari.
Io credo, malgrado il tuo parere contrario, che [la Sicilia] sarà data a Vittorio] Em[anuele], in un modo o in un altro, e la Francia prenderà la Sardegna.4)
E a distanza di pochi giorni ripeteva:
Io non ispero affatto che la diplomazia intervenga per contrastare; vedo anzi chiaro come il sole che la conquista delle due Sicilie è decretata, pattuita, e venduta, da Napo­leone a Vitt[orio] Eman[ue]lc. Vi saranno tutte le scenate, e più ancora, che vi furono per la Toscana; ma noi saremo provincia sarda, accarezzata finché l'annessione possa dipendere dalla nostra amicizia, oppressa e disprezzata più tardi.5)
Per impedire ciò il Ferrara alla fine di maggio cercò di riunire in un con* vegno a Livorno Michele Amari, il conte Amari col fratello Enterico, D'Ondes. Errante, Marano, Cordova, Beltrani, Pandolfina, Cusa, Perez.6) L'iniziativa, però, andò in fumo 7) per l'ostilità mostrata da alcuni invitati, primo fra tutti il Torre Arsa che contestò l'utilità e il valore di una riunione simile usando pa­role estremamente dure.8) Ormai il marchese si era apertamente schierato dalla
t) Lettera di Roccaforte a Torre Arsa del 12 maggio 1860, in U. DE MARIA, op. cit., pp. 108-109.
2) a Parlando con Emeri co [Amari] abitiamo giudicato che il miglior momento per parlare della sventurata nostra patria con Russel (sic) e con Palmerston aia questo. E le nostre querele presentate oggi potrebbero far prendere al Ministro inglese qualche forte risoluzione... Chi dunque dovrebbe subito recarsi a Londra a dire le nostre ragioni? Chi ha più autorità di nome?... Certo voi . Lettera di Beltrani a Torre Arsa, del 10 aprile 1860, ibidem, p- 91.
3) Lettera di Roccaforte del 12 maggio cit.
Circa l'atteggiamento degli esuli siciliani in Toscana, Michele Amari scriveva: Eme­tico [Amari], Ferrara e Perez mi sembrano un po' troppo duri nelle idee del '48, le quali oggi non prevalgono né possono prevalere in Sicilia, ci darebbero discredito nell'Italia con­tinentale e ci rovinerebbero al tutto in Francia . Lettera al conte Amari [del 29 maggio 1860], in Carteggio di Michele Amari cit,, voi. H, p. 88.
*) Lettera di F. Ferrara ad Enterico Amari del 23 maggio 1860.
5) Lettera di F. Ferrara al conte Amari del 3 giugno 1860.
*) G. MINOI.FI, op. cit., p. 362.
7) Lettera di F. Ferrara ad Enterico Amari del 2 giugno [1860].
8) u II congresso di Livorno andò in fumo perché io, non ostante un dispaccio tele*, grafico, non attesi a Genova la lettera di convocazione. A che mai queste vuoto chiacchie­rate tra esuli non ancora ribattezzati dal furore popolare? Io non no comprendo ne la necessità, né l'opportunità, e deciso come sono a servire il nostro paese secondo le indi­viduali mie convinzioni, e tutte le volte che i nostri concittadini mi accorderanno il loro favore, ripugno da ogni impegno indeterminato da centrarsi nel mentre che nessuno di noi conosce il veto stato della patria nostra, e potesse calcolare al giusto le conseguenze