Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA GRAN BRETAGNA
anno
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1975
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pagina
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188
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parte degli annessionisti, ed ogni tentativo per richiamarlo nelle file autono* miste doveva cadere nel vuoto: tanto più che egli stava per partire alla volta di Palermo, dove avrebbe sostenuto la politica cavouriana dell'annessione immediata della Sicilia al Regno di Vittorio Emanuele.
Ciò non poteva non suscitare l'amarezza di chi continuava ad esprìmere la più viva avversione ad ogni forma di accentramento e di centralizzazione e che perciò rifiutava l'annessione pura e semplice: il Ferrara ribadiva sempre la ferma volontà di non tornare in Sicilia salvo che si presentasse il caso * di una veramente spontanea elezione, qualora si trattasse di Parlamento (che non vi sarà) . *)
Mi domandi ciò che io penso circa a ritorno confidava od Emetico Amari . Nulla affatto. Penso decisamente di non muovermi di qui, fuorché nel caso, impossibile, che una elezione, o un incarico d'un governo composto di persone amiche, mi costringessero a farlo. Ma in tal caso la mia mossa sarebbe puramente temporanea. Sotto gli ordini di Torino, tanto vale vivere a Pisa quanto a Palermo; il Bagno è diverso, ma la galera è sempre la stessa.2)
Addirittura egli si augurava o che si venisse a porre un'alternativa repubblicana o che Francesco II concedesse la Costituzione ed i Napoletani se ne accontentassero e si stringessero intorno al trono.
È questo il solo caso in cui l'annessione della Sicilia diviene impossibile, e si troverà un mezzo per farla libera e indipendente da Napoli senza commutarla in feudo di casa Savoja o meglio di casa Cavour.3)
Questa sfiducia nel governo piemontese ed in particolare nel Cavour, è spesso ribadita dal Ferrara con una durezza di termini che veramente colpisce, specie ove si tenga conto dei sentimenti di stima che, salvo alcune divergenze in campo economico, egli in passato aveva mostrato nei confronti del ministro sardo.
Tornando al ministero di qui, io credo che, dopo assicuratasi la vittoria nella Lombardia, e gli vien fatto di pescare nel torbido per le cose di laggiù, non se ne farà uno scrupolo; ma nel momento par certo che voglia affettare perfetta astinenza. Temono la Russia e temono l'Inghilterra.*)
A distanza di pochi giorni, però, il conte Amari riprese l'idea di un convegno fra esuli, da tenersi a Genova. Li vista di questo incontro, anch'esso non
dei fatti che giornalmente vi accadono. Paruri che per ora dovrebbe bastare a tutti noi il proponimento di fare il dovere onestamente e lealmente senza anticipar questioni che non possono e non deggiono trattarsi lungi dall'isola, e nell'ignoranza completa di fatti e di motivi nei quali sterno . Lettera di Torre Arsa a Cordova del 2 giugno 1860, in G. MiNou'i, op. ci/;., p. 365,
i) Lettera di F. Ferrara del 3 grugno 1860 cit.
2) Lettera di F. Ferrara dal 2 giugno [1860] cit.
3). Lettere di F. Ferrara del 3 giugno 1860 cit.
4) Lettera di F. Ferrara ad Emetico Amari del 6 giugno [1860].