Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA GRAN BRETAGNA
anno <1975>   pagina <192>
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Sffijj Gabriella Ciampi
i-azione medesima della libertà; si può definirlo in una parola: è il Socialismo della politica. Sarebbe un fatale errore per gli Italiani, che egli mostrassero di non sapere uscire dagli eccessi del municipalismo, se non gettandosi in quel­l'altro estremo in cui V'Unita si confonde con VAssorbimento .l) I Siciliani, cioè, aspiravano sì alla libertà politica e perciò si erano sollevati nel nome di Vittorio Emanuele ma non avrebbero rinunciato alla libertà amministra­tiva, di cui essi, salvo il decennio 48*58, avevano sempre goduto. L'irrigidimento piemontese sull'annessione incondizionata comportava inoltre un grave peri­colo: il 25 giugno Francesco II aveva emanato la Costituzione, promettendo isti-tuzioni liberali per la Sicilia. Se, prospettava Ferrara, il Borbone giungerà ad offrire all'Isola la più completa indipendenza, tutti i calcoli della prudenza inducono a far temere che la tendenza all'annessione si raffreddi e che le idee di conciliazione con Napoli riprendali vigore .2
Scartati questi due estremi, il Ferrara proponeva che per la Sicilia si adot­tasse il sistema americano e, cioè: affidare al Re e al Parlamento Generale del Regno il governo di tutte le materie di comune interesse italiano ,ì> mentre del rimanente, essa [Sicilia] si amministrerà e governerà colle proprie isti* tuzioni, e con un potere esecutivo, il cui supremo rappresentante sarà un Vi* cere, nominato da SJVL ed a lei sola responsabile, munito di poteri costituzio­nali, ed assistito da Segretari di Stato, siciliani, scelti da lui, e responsabili del paese .4)
Durissima fu la reazione del Cavour che addirittura non volle rispon­dere direttamente al Ferrara, ma ne incaricò il conte Amari: 5) questi, a sua volta, si affrettò a manifestare al ministro il suo profondo dissenso dal prò-
) Ibidem* p. 299.
2) Ibidem, p. 301.
3) Le materie erano: Rappresentanza diplomatica; comando delle forze terrestri e marittime; diritto di guerra e di pace, diritti e doveri di cittadinanza civile e politica; dogane; sistema di comunicazioni tra l'Isola e il Continente: leggi sulla stampa, ec. Come tale ancora, s'impegna a contribuire il suo contingente nell'esercito e nella marina nazio­nale, nel debito pubblico, nel bilancio generale dello Stato, nella lista civile del Re . Ibidem, pp. 302-303.
0 Ibidem, p. 303.
Positivo il giudìzio espresso da ROSARIO ROMEO, Il Risorgimento in Sicilia, Bari, Laterza, 1950, pp. 334-335: VctìU in tutto ciò, l'espressione di quelle resistenze dei moderati all'annessione... ma anche la proposta di svolgere il vecchio indipendentismo in un moderno autonomismo, che cercasse di convertir quelle resistenze in positivi sostegni dell'unità.-. Secondo SALVATORE MASSIMO GANCI (L'autonomismo siciliano nello Stato unitario, in La Sicilia e l'unità d'Italia. Atti del Congresso Internazionale di Studi Storici sul Risorgimento Italiano, Milano. Feltrinelli, 1962, voi. I, p. 226) il Ferrara propo­neva per la Sicilia qualcosa d'intermedio tra l'autonomia regionale e il decentramento amministrativo; un sistema nel quale i due termini si sovrappongono e si confondono .
' " La prego dire a Ferrara che ho ricevuto la sua lettera e le sue note. Ho letto attentamente le une e le oltre. Non fo ad esse ohe un solo commento. Se l'idea italiana non ha nessuna influenza in Sicilia, se l'idea di costituir una forte e grande nazione non è ivi apprezzata, i Siciliani faranno bene ad accettar le concessioni del Re di Napoli e di non unirsi a popoli che non avrebbero per loro né simpatia né stima .
Lettera di Cavour al conte Amari del 7 luglio 1860*, in La liberazione del Messo-giorno cit., voi. I, p. 305.